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martedì 19 maggio 2015

"Il mercante di zucchero" di Adriana Assini (Libri recensiti 2015/7)

"IL MERCANTE DI ZUCCHERO"
di ADRIANA ASSINI
SCRITTURA & SCRITTURE
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


In una Palermo di inizio 500 vessata dalle angherie del vicerè ai tempi della dominazione spagnola, ha luogo la vicenda realmente accaduta che la Assini riporta alla luce. Il ceto medio-basso è  stremato dalle tasse e trova un leader in Gian Luca Squarcialupo, un mercante di zucchero e cannamele, che mai avrebbe pensato di imbattersi in tale ruolo dato il suo passato dedito alle gozzoviglie e totalmente distante dalla cosa pubblica. Con lui l'amico fidato, il pisano Cristoforo De Benedetto di ben altra tempra e l'amore per Francesca Campo, una passione mai sopita tra i due nonostante gli eventi della vita li abbiano portati a unirsi in matrimonio con altre persone.
La vicenda è accompagnata da una descrizione non troppo minuziosa di una grande città sempre solare e in pieno movimento e cadenzata dagli incontri spesso infruttosi e ripetitivi tra i membri cospiratori della Loggia dei Pisani, elemento che tra l'altro rallenta in maniera sostanziale il ritmo della narrazione. E come ogni storia di cospirazione che si rispetti, anche qui non tarda a manifestarsi l'anello debole nel sodalizio tra congiurati nella persona di Vincenzo De Benedetto, fratello di Cristoforo, da sempre animato da una malsana ambizione per gli incarichi di prestigio e su cui fa leva la setta dei Beati Paoli per ristabilire una volta per tutte l'ordine del Regno e far sì che Palermo dimentichi in fretta l'odore di sangue di questo tentativo di rivolta, quasi non fosse mai avvenuta.


giovedì 27 marzo 2014

"Sento la neve cadere" di Domenico Infante (Libri recensiti 2014/10)

"SENTO LA NEVE CADERE"
di DOMENICO INFANTE
SCRITTURA & SCRITTURE
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


“Sento la neve cadere” fece Zu’ Lillo seduto sull’uscio della sua casa, sentendo che quelli erano i suoi ultimi istanti di vita. La sua morte sugellava il carico di storie dalle sfumature leggendarie, custodite tra le Madonie a ridosso del piccolo borgo di Petralia Sottana; storie che traevano origine dal racconto di come egli stesso anni addietro avesse speso tutto il suo giovane entusiasmo per unirsi alla causa dei Mille di Garibaldi, le cui speranze, disilluse circa la riassegnazione terriera dopo la caduta del regime borbonico, lo portarono alla conseguente decisione di rifugiarsi tra le montagne fuori dal centro abitato, ma soprattutto lontano dalla terra che gli aveva dato i natali.
È quanto Zu’ Lillo raccontava a Salvatore Salvati, vero protagonista di questo romanzo, quando questi andava su tra le montagne a trovarlo. Salvatore non aveva altri beni fuorché le terre da coltivare e la sua famiglia; la sua era un’esistenza fatta di semplice quotidianità. Dalla moglie aveva avuto un unico figlio, Esilio, il cui nome sbagliato all’anagrafe, destò inizialmente la preoccupazione di un destino insito al nome.
In un contesto prettamente bucolico, negli anni in cui in Europa si preparava lo scempio dell’olocausto, le vicende di questa e altre famiglie si intrecciavano in una dimensione altra, quasi staccata, preservata dall’orrore delle leggi sulla razza. Ma era solo questione di tempo. Difatti, mentre Esilio e gli inseparabili amici Gaspare e Peppina si affacciavano alla vita adulta, d’improvviso la spensieratezza di quei giorni ebbe a tramutarsi in insospettabile dramma, segno che il male dei tempi si era insinuato sin nelle pieghe più remote del sistema. Una verità malcelata, l’affetto fraterno soffocato dall’ignorante prepotenza di un’uniforme e la vita di un’intera comunità sconvolta da un’indicibile violenza. Solo il tempo avrebbe alla fine alleviato il dolore di una ferita sempre viva.
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lunedì 17 febbraio 2014

"Le geometrie dell'animo omicida" di Monica Bartolini (Libri recensiti 2014/6)

"LE GEOMETRIE DELL'ANIMO OMICIDA"
di MONICA BARTOLINI
SCRITTURA & SCRITTURE
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


Il cadavere di una giovane donna ritrovato da due passanti in una strada di campagna nella calda estate siciliana e il sospetto di un movente passionale, basterebbero da soli a fare di questo romanzo di Monica Bartolini il classico enigma dai contorni del giallo perfetto, se non fosse per i connotati astrologici che assume ad un certo punto il mistero della morte di Federica Ruggeri.
Tra le indagini portate avanti dall’arma dei carabinieri e la costante presenza dell’immancabile reporter d’assalto alla ricerca di sensazionalismo da trasporre su una prima serata televisiva, si insinua infatti Tina, migliore amica della vittima nonchè figlia del maresciallo a cui è stato affidato il caso e grande appassionata di mappe astrali. Un caso non facile dove le piste possibili potrebbero essere le più disparate, un assassinio apparentemente senza lacune, curato dall’autrice con dovizia di particolari capitolo dopo capitolo con un focus dedicato ogni volta allo specifico punto di vista dei protagonisti della vicenda, fuorchè uno, l’insospettabile. Sarà proprio merito della collaborazione tra queste parti, al grande intuito del maresciallo Piscopo, navigato nel suo ruolo e alle geometrie astrali scovate dalla figlia che finalmente l’autore dell’omicidio avrà un volto, tra i più umani si possa immaginare.


mercoledì 11 settembre 2013

"Vento e sabbia" di Domenico Infante (Libri segnalati 2013/26)

"VENTO E SABBIA"
di DOMENICO INFANTE
SCRITTURA & SCRITTURE
La Tramontana soffia pungente sulla storia di uomini e donne venuti da lontano, il freddo Grecale cerca il nome da restituire all'uomo senza nome, il leggero Levante spira sul sogno di volare di Paolo mentre l'umido Scirocco getta polvere negli occhi di un barbone.
Il meridionale Ostro trasporta la storia di un vecchio e simpatico parcheggiatore abusivo, il rapido Libeccio racconta degli oggetti "rianimati" da Tommaso e il fresco Ponente cambia il destino di una vita.
Maestrale, il re dei venti, tesse il racconto dell'uomo del vento e del mare, filo di una ragnatela di infinite altre storie.
I venti del Mediterraneo portano emozioni che lasceranno il lettore silenzioso e incantato spettatore della vita.

Domenico Infante vive e lavora a Roma.
Sommelier per hobby, amante della cucina regionale e lettore accanito di narrativa e fumetti, è autore di "Cronache del vicolo" (Premio Desenzano Libro Giovani 2008) e "Novanta minuti", entrambi per gli stessi tipi della Scrittura & Scritture. 

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sabato 17 agosto 2013

"L'ombra del bosco scarno" di Massimo Rossi (Libri segnalati 2013/23)

"L'OMBRA DEL BOSCO SCARNO"
di MASSIMO ROSSI

SCRITTURA & SCRITTURE
Nella comunità di San Mathias il male sembra essere più forte degli uomini…
La tranquillità degli abitanti della valle di Stille, un altopiano isolato e di difficile accesso, è stata turbata. Qualcuno ha violato una delle regole millenarie del Metodo imposto dal fondatore san Mathias. Il parroco don Basilius, guida spirituale dei valligiani, è preoccupato: un pericolo sconosciuto sta per abbattersi sulla comunità.
Come se non bastasse, un bambino scompare misteriosamente nel bosco. Verrà riportato a casa apparentemente in buone condizioni ma ostaggio di un mutismo che potrebbe essere senza via di uscita.
Cos'è successo nel buio di quel bosco? Il bambino si è solo perso o qualcuno lo ha rapito? I suoi occhi hanno forse visto qualcosa che doveva rimanere nell'ombra?
Indizi e sospetti si stringono intorno a una vecchia auto e al maso Becker, proprietà di un famoso e piuttosto eccentrico stilista svizzero.
La psicologa Helena, una ex poliziotta scelta per il recupero del piccolo, con pazienza traccia un percorso nelle indagini mettendo a nudo lati oscuri del luogo e dei suoi abitanti, segreti inimmaginabili.
Un thriller psicologico intenso macchiato di noir, in cui tutto e tutti possono essere il contrario di quello che sembrano.

Massimo Rossi, classe '58, è nato a San Donà di Piave e vive tra la sua città di origine e la vicina Treviso, dove lavora. Nella razza Piave, popolo di persone forti, ostinate, testarde, lui si riconosce perfettamente. I genitori lo vorrebbero giornalista ma, attratto dai numeri e dalla loro sincerità, studia da ingegnere, e per anni mette a frutto quanto la scuola e l'esperienza gli hanno insegnato, misurando coi numeri l'ambiente che gli sta intorno. Ma non sempre tutto è così come appare agli sguardi sopiti della gente e così la penna diventa uno strumento per provare a scrivere una realtà in cui non sempre i buoni e i cattivi sono come appaiono agli occhi dei più. Il dubbio è il calibro che usa per misurare le vicende umane delle sue storie dove, al pari della vita, ognuno è solamente in parte quel che sembra. Di sicuro, nemmeno lui, ingegnere e calcolatore, è interamente uguale a ciò che appare.
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venerdì 19 luglio 2013

Intervista alla scrittrice Adriana Assini (Interviste 2013/2)

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ADRIANA ASSINI
(intervista a cura di Matteo Pugliares)


Oggi siamo in compagnia di Adriana Assini, autrice di “Il mercante di zucchero” pubblicato dalla casa editrice Scrittura & Scritture.
Ciao Adriana, benvenuta nel nostro blog. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Volentieri!
Romana, sono un’appassionata di storie medievali, ma quando scrivo i miei romanzi sconfino spesso anche in altri periodi storici. Dipingo acquarelli, storie antiche con vezzo moderno. Ho pubblicato un bel numero romanzi e a tutti devo qualcosa. Incredibili le strade che può percorrere un buon libro! Proprio grazie ai miei personaggi e alle mie storie ho avuto spesso il privilegio di accedere a tanti e ambiti luoghi della cultura, anche stranieri, e l’opportunità di portare i miei libri in giro un po’ ovunque, dall’Aja fino a Siviglia…

Abbiamo tra le mani il tuo libro “Il mercante di zucchero”. Ce ne parli? Gianluca Squarcialupo, il protagonista del romanzo, era un esponente della media borghesia mercantile palermitana del primo Cinquecento, quando la Sicilia stava ancora sotto il dominio della Spagna di Ferdinando il Cattolico.
Verace e impulsivo, scavezzacollo leale e generoso, Gianluca commerciava in zucchero e tonni, ma s’immischiava pericolosamente anche nelle “cose” della politica. Deciso a ribellarsi agli abusi e alle vessazioni del malgoverno spagnolo organizzò una rivolta che, sebbene poco nota al grande pubblico, porta tuttora il suo nome.
Ne “Il mercante di zucchero” non ne ho fatto un eroe, almeno non nel senso classico del termine. Non ho esitato, infatti, a denunciarne le sue zone d’ombra: eccessi caratteriali, contraddizioni e incostanza che contaminavano anche la sua vita privata, segnata dai debiti e dall’infelicità per un amore impossibile. Gli ho tuttavia reso merito per aver avuto il coraggio, lui ch’era un semplice mercante, d’essersi improvvisato guerriero mettendosi a capo di una manciata di disperati pronti a dare scacco matto all’esercito del viceré, per restituire Palermo ai siciliani.
Un grande sogno il suo. Ambizioso quanto irrealizzabile. Dopo l’iniziale fortuna, infatti, andò in mille pezzi e finì in tragedia.
Vittima di un agguato nella chiesa dell’Annunziata, ordito da quelli che oggi chiameremmo i “poteri forti”, Gianluca Squarcialupo venne ammazzato come un cane, assieme ai suoi fedelissimi. Un episodio spaventoso, che dopo essere stato cancellato in tutta fretta dalla memoria dei suoi contemporanei, cadde nel completo oblio.
Il mio romanzo è dunque un piccolo omaggio a questo giovane che, tra coraggio e incoscienza, volle farsi novello Davide contro Golia, e che oggi, a distanza di secoli, è solo un nome inciso sulle fredde targhe stradali che gli sono state dedicate in varie città italiane.

Come e quando è nata la tua passione per la scrittura? Un’autentica passione la mia, nata prestissimo. Già a undici anni scrissi il mio primo romanzo, un vero polpettone, ma che evidentemente era premonitore della strada che avrei poi intrapreso. Sono affascinata dalla scrittura nel suo complesso e dalle singole parole: un mix di significati e di suoni capaci di raccontare immagini e trasmettere emozioni. E poi la passione per la Storia. Grazie a una serie di circostanze familiari, ho vissuto per anni in mezzo agli scavi di Ostia Antica, a stretto contatto con un passato che non muore, tra la sottile malia delle strade in pietra vulcanica, vecchie botteghe, il teatro romano, i resti decadenti e sublimi dei templi dove, al tramonto, quando i turisti lasciano le rovine, si possono ancora sentire le voci degli antichi dei.
Progetti di “scrittura” per il futuro? C’è un altro libro in dirittura d’arrivo? Scrivo molto. Come ripeto spesso, il mio è un “cantiere” sempre aperto. Sì, un altro mio romanzo aspetta d’essere pubblicato. Stavolta, siamo in pieno Medioevo. La trama è tratta, ma il titolo è ancora provvisorio. 
Sempre a proposito di scrittura, quali generi preferisci? E quali autori?
Mi piacciono i romanzi storici, ma devono essere di agile lettura, che sappiano offrire la giusta sintesi degli eventi narrati senza perdersi in descrizioni e spiegazioni pedanti.
Amo anche i gialli alla Simenon.
Gli autori? Una per tutti, Marguerite Yourcenar, un’immortale.

Altra grande passione, oltre alla scrittura, la pittura. Abbiamo visto sul tuo sito che i tuoi dipinti vengono anche scelti per copertine di libri, CD, riviste… Anche i miei acquarelli sono fonte di continue soddisfazioni. Che vengano scelti per illustrare la copertina di un saggio o di una rivista letteraria, per me è sempre un momento di grande gratificazione. È un vero piacere anche pensare ai miei quadri sparsi qua e là nelle case di Roma o di Stoccolma, di Budapest o di Bruxelles, di Bilbao o di Madrid, Delft, Siviglia...
Per gli autori non è sempre facile trovare degli editori che fanno bene il loro lavoro. Ci parli del tuo rapporto con la casa editrice Scrittura & Scritture? Ho conosciuto le sorelle Chantal ed Eliana Corrado di Scrittura & Scritture nel 2007, per puro caso, girando su internet. All’epoca avevo già pubblicato con diverse case editrici, con le quali ho mantenuto buoni rapporti, tuttavia - spirito irrequieto - ero alla ricerca di una che fosse in maggiore sintonia con il mio modo di essere e di lavorare. L’ho trovata in Scrittura & Scritture e da allora, insieme, abbiamo dato alla luce tre romanzi, oltre ad alcuni racconti. La mia soddisfazione per questa piccola ma ottima casa editrice partenopea nasce da elementi imprescindibili nella relazione dell’Editore con l’Autore: capacità di ascolto, accurato lavoro di editing, obiettivi di crescita, voglia di rinnovamento, serietà e trasparenza nelle rendicontazioni annuali. Tutto questo, nonostante le crescenti difficoltà di chi deve muoversi tra i colossi del settore (che fanno la parte del leone in molti contesti chiave) e tenendo testa a una crisi economica che non accenna a retrocedere.
Al di là della scrittura e della pittura, hai altri progetti per il futuro?
Scrittura e pittura, tra l’altro, sono uno splendido veicolo per viaggiare, altra mia grande passione. E il viaggio offre sempre occasioni di nuovi incontri, idee, percorsi, stimoli per reinventarsi…

Infine, un tuo augurio al nostro blog I Libri di Morfeo…
Il vostro è un “luogo” elegante, dinamico, un biglietto da visita impeccabile con una selezionata offerta di letture, autori e notizie facilmente fruibili. Insomma, per chi ama leggere, una tentazione a cui è difficile resistere. La qualità dei contenuti unita all’estrema leggibilità di ogni sezione sono una formula vincente, per questo il mio migliore augurio per I libri di Morfeo è quello che possa diventare sempre di più un polo di attrazione e di riferimento culturale nel grande minestrone che è internet.
Mille grazie per l’ospitalità!

Visita il sito di Adriana Assini cliccando QUI