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venerdì 12 giugno 2015

"Babelfish" di Gino Pitaro (Libri recensiti 2015/9)

"BABELFISH"
DI GINO PITARO
EDIZIONI ENSEMBLE

(recensione a cura di Rosaria Andrisani)


La ricerca di risposte concrete a una vita che spesso non rivela, nell’immediato, una direzione da seguire, fa da sfondo ai sei racconti dell’autore di Vibo Valentia, Gino Pitaro, nel suo libro “Babelfish” (Edizioni Ensemble).
Le storie narrate ritraggono vicende ordinarie o che destano stupore per il loro svolgimento, descrivono personaggi differenti tra loro che affrontano i propri dilemmi esistenziali nel caos dell’inquietudine di una continua ricerca di sé. Ed è proprio questo il filo conduttore che si percorre leggendo le storie di Pitaro, ambientate in luoghi diversi, che rivelano al lettore una profonda e continua volontà di essere, sopperendo all’insoddisfazione e alla monotonia quotidiane.
Dalla Svizzera a Singapore, da Roma alla Spagna, si snoda il racconto delle vicissitudini dei protagonisti, specchio di un viaggio che mostra dettagli di singoli respiri, di sottili e acute percezioni, di sensazioni che si incastrano e si ritrovano in una volontà di scegliere una chiave di lettura di ogni frammento dell'esistenza. E in un continuo scambio di contaminazioni sociali e intellettuali, i protagonisti vivono esperienze importanti, significative, che creano una sorta di nomadismo e inducono a una profonda riflessione sul destino e su ciò che ha cambiato il corso della propria vita.
La scrittura chiara, gradevole, a tratti ironica dello scrittore induce a una lettura scorrevole e a un’immediata comprensione del senso della narrazione, della storia di un cammino emotivo che rivela un essere umano cosmopolita, ma sempre consapevolmente artefice della propria individualità.
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martedì 27 gennaio 2015

"Una coupè anni '70" di Fernando Felli (Libri recensiti 2015/1)

UNA COUPE' ANNI '70
DI FERNANDO FELLI
EDIZIONI LEUCOTEA

(recensione a cura di Rosaria Andrisani)

Fernando Felli, scrittore, giornalista e sceneggiatore, appassionato di cinema e teatro, autore di articoli per una rivista che si occupa di motociclismo, ha scritto un vero e proprio diario di viaggio che racconta una storia d’amore. Un coupé anni ’70 (Edizioni Leucotea) ci guida in un percorso, quello dei protagonisti, pieno di emozioni, luoghi affascinanti, descritti in maniera dettagliata in ogni loro sfumatura più nascosta. E i colori, i paesaggi e i particolari che restano impressi nella mente accompagnano il percorso sentimentale dei due protagonisti, che si sono amati per lungo tempo, in seguito separati e che, dopo sei anni, si rivedono, tentando di ripercorrere la strada del loro amore.
Gabriele e Veronica, visitano diverse città, tra cui Bologna, Ravenna, Roma, ritrovando la passione per la fotografia, sorseggiando un aperitivo in un bar caratteristico, guardandosi negli occhi e scherzando come se tutti quegli anni, che li avevano divisi, non fossero mai trascorsi. A bordo del coupé di Gabriele, un MG B GT degli anni ’70, i due viaggiatori percorrono il tracciato storico delle Mille Miglia; le colline, i fiumi e il mare fanno da sfondo a un viaggio di sentimenti, di legami d’affetto.
Un coupé anni ’70 é un libro dalla scorrevole lettura, dallo stile semplice; una scrittura immediata invita il lettore a viaggiare con la mente in tutti i luoghi citati, accompagnando i personaggi nel loro cammino d’intesa, per ritrovare quel filo che li univa e che, forse, non si è mai spezzato.
“Sul lungomare passeggiavano molte persone, alcune delle quali indossavano il costume da bagno. Ci togliemmo le scarpe dirigendoci verso il bagnasciuga. Era bello sentire la sabbia sotto i piedi, avevo la sensazione che qualcuno me li stesse massaggiando. Trovammo un angolino vicino una vecchia barca corrosa dalla salsedine. Il mare invitava pigramente e con regolarità delle piccole onde verso la spiaggia, come se di lì a poco volesse riposare. Sopra di noi notammo uno stormo di gabbiani che volteggiava elegantemente nell’aria. Rimanemmo in silenzio, ad ascoltare quel rumore regolare delle onde che scomparivano come per magia sulla spiaggia. Veronica poggiò la testa sulla mia spalla ed io la strinsi a me.”

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giovedì 17 luglio 2014

"La burattinaia" di Chiara Bezzo (Libri recensiti 2014/11)

"LA BURATTINAIA"
DI CHIARA BEZZO

EDIZIONI CREATIVA
(recensione a cura di Rosaria Andrisani)

Il secondo romanzo di Chiara Bezzo, La Burattinaia (Edizioni Creativa, 2014), racconta la storia di due donne, Iris e Vera, che si svolge tra il Piemonte nell’epoca del boom economico e gli affascinanti paesaggi della lontana Normandia. Le due protagoniste, legate da un destino inscindibile, un legame speciale, sono molto diverse tra loro, con lati della personalità dissonanti; saranno involontarie attrici di una vita diretta dalla mente della burattinaia che, interprete della loro esistenza, muove le loro sorti e stabilisce il cammino da compiere.
Iris, in apparenza fragile, ma con un carattere forte e coraggioso, vive un’esistenza problematica e, ripudiata dalla nascita, è rinchiusa in un manicomio, a Collegno; Vera, cresciuta a Mont Saint-Michel, molto amata dalla sua famiglia, è felice, ma inconsciamente turbata da paure che sconvolgono il suo animo più nascosto. Nonostante i luoghi di origine e venti anni di distanza tra loro, grazie alla forza dei sentimenti, veri e profondi, le due donne romperanno i fili della burattinaia e con la forza dell’amore decideranno il percorso da seguire, legato alla sfera affettiva personale. La narrazione, appassionante, a tratti inattesa, caratterizzata da colpi di scena e toccante, coinvolge il lettore dal primo all’ultimo capitolo.
L’autrice, con una scrittura scorrevole, ci presenta un romanzo creato con una fantasia che incuriosisce e, al tempo stesso, ci conduce verso la scoperta di una vicenda che, dietro il velo dell’apparenza, rivela le emozioni, nella loro genuina verità.
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lunedì 10 febbraio 2014

"Lettere mai lette" di Susanna Polimanti (Libri recensiti 2014/5)

"LETTERE MAI LETTE"
di SUSANNA POLIMANTI
CASA EDITRICE KIMERIK
(recensione a cura di Rosaria Andrisani)
“Sebbene con il passare degli anni si cerchino altre emozioni, io le ho sempre soffocate nella mia apparente razionalità, soffrendo così sia perché non mi sentivo capita dagli altri sia perché davo molta importanza ai desideri altrui e poco ai miei”
Susanna Polimanti si presenta al lettore senza maschere, con le sue emozioni, con i suoi stati d’animo, vissuti intensamente, che hanno portato alla maturazione della sua personalità; Lettere mai lette (Edizioni Kimerik), opera pubblicata nel 2010, è una raccolta di lettere che non sono mai state inviate, ma che costituiscono una parte importante della vita dell’autrice, “una sorta di parto emozionale che ha portato alla luce qualcosa che molto spesso viene rinchiuso nel cassetto di qualche scrivania o di qualche comò”. Sentimenti importanti come l’amicizia, l’amore, l’affetto, dipingono le pagine del libro con colori a volte chiari e ricchi di speranza, a volte scuri, che fanno soffrire; tutto ciò, comunque, permette alla Polimanti di riuscire ad affrontare la vita con coraggio e con il giusto equilibrio, uscendo dal guscio e spiegando le ali, sicura di volare nella giusta direzione. E anche il dolore si può trasformare in consapevole sapienza che ogni esperienza serve a crescere e a comprendere.
Questo bellissimo viaggio emozionale, un dialogo con la parte più nascosta del nostro essere, in forma epistolare, è un percorso che attraversa luoghi del passato, persone importanti o che, semplicemente hanno incrociato il cammino della scrittrice. Incontriamo il dolce amico fedele, un boxer di nome Strauss “unico e insostituibile” per la scrittrice, i ricordi di bambina, la cara amica d’infanzia, le stagioni dell’estate e dell’inverno, il Natale, Gerhard “fiore reciso appena sbocciato”.  Grazie alla scrittura l’autrice può capire la sua anima, che non ha bisogno di risposte dagli altri; per affrontare la vita di tutti i giorni bisogna conoscere a fondo se stessi, per poi confrontarsi con gli altri, per imparare ad ascoltare e a raccontarsi, per vivere senza rinunciare alla propria identità.
Sfogliando Lettere mai lette, un libro dallo stile raffinato e dalla scrittura semplice ed elegante, ci accorgiamo immediatamente della spontaneità e dell’autenticità delle parole, che fanno emergere la profondità della Polimanti; e in questo cammino, che ha un punto di partenza e uno di arrivo, si giunge con la consapevolezza delle proprie azioni e della propria sensibilità, attraverso una riflessione attenta, a una nuova alba per la mente e il cuore.
“Noi tutti abbiamo qualcosa di molto più prezioso che però non vogliamo ascoltare, perché ci spaventa, ci rende individui fragili, ci mostra la nostra piccolezza di fronte a quel grande disegno che la vita di tutti noi contempla: il nostro “essere” vero e autentico, spesso così diverso dal nostro essere quotidiano”
Susanna Polimanti, nata a Foligno, ha conseguito il Diploma di Laurea in inglese e tedesco a Bologna presso la Scuola Interpreti- Traduttori, per poi lavorare come interprete e traduttrice. Nel 2009  la pubblicazione del suo primo libro, 2 Cuori… una cuccia!! e nel 2011 quella del romanzo Penne d’aquila.
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martedì 21 gennaio 2014

"Il mondo dopo te" di Laura Bellini (Libri recensiti 2014/3)

"IL MONDO DOPO TE"
di LAURA BELLINI
BUTTERFLY EDIZIONI
(recensione a cura di Rosaria Andrisani)

“Quando la mente invecchia tende a ricordare meglio gli eventi lontano nel tempo che i fatti recenti”
La storia raccontata da Laura Bellini (Butterfly Edizioni) comincia con Hope, la protagonista, ormai anziana, che è al parco con i suoi nipoti; nella sua mente aleggiano i ricordi della sua vita, momenti felici e tristi, ogni attimo che l’ha accompagnata nella sua esistenza e che ha vissuto intensamente, con sensibilità d’animo.
“Sento gli occhi riempirsi di lacrime, mi capita spesso in questi ultimi anni, forse perché i vecchi si commuovono più facilmente dei giovani, probabilmente perché sentono l’avvicinarsi dell’inevitabile fine della vita”
Il mondo dopo te
, parla d’amore e di coraggio; il romanzo alterna il presente a salti temporali. Un flashback  racconta il viaggio di Hope, romantica e appassionata, una dea di un mondo lontano, inviata dal Re, suo padre, sulla terra per osservare i comportamenti degli esseri umani.
“L’uomo si è allontanato dalla Terra, ha sfruttato la natura fino a renderla debole, privandola di cure, usurpando i beni che essa era in grado di dare loro”
Il Re ha ritenuto l’uomo indegno di tutte le meraviglie che madre Natura gli ha donato; vorrebbe eliminare per sempre la razza umana promuovere la nascita di un mondo nuovo e perfetto. L’uomo ha agito solo per personali interessi, noncurante di nuocere alla sua stessa vita, sfruttando e distruggendo il pianeta Terra. A Hope, dunque, spetta un compito molto importante: capire se gli umani sono davvero esseri senza scrupoli ed egoisti. La fanciulla, che è legata sentimentalmente al dio Aidan, avrà al suo fianco il fedele Luca che la ama; nel suo cammino di comprensione del vero significato delle emozioni e di ricerca, senza pregiudizi, di ciò che è il bene e il male, lei capirà che l’uomo non è così prepotente come sembra e che, tra tanti, ci sono anche persone buone e meritevoli.
Il romanzo, un fantasy che rivolge il suo sguardo ai sentimenti, è un viaggio verso la salvezza, un percorso d’amore che Hope compie con Luca e grazie all’aiuto del dio Aidan, per salvare il genere umano, superando tanti pericoli, attraversando vari Mondi, con tenacia e decisione. L’autrice, con una scrittura scorrevole e di immediata comprensione, crea una storia che rispecchia, in un certo senso, metaforicamente la realtà. Il messaggio è chiaro e spontaneo: con volontà, amore e responsabilità possiamo salvare la natura e ripristinare ciò che noi stessi abbiamo distrutto. C’è fiducia (del resto il nome stesso, Hope, richiama alla speranza) che, in fondo, non è tutto perduto.

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