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martedì 17 dicembre 2013

"L'amore ai tempi della pietra" di Merete Pryds Helle (Libri recensiti 2013/27)

"L'AMORE AI TEMPI DELLA PIETRA"
di MERETE PRYDS HELLE
SCRITTURAPURA CASA EDITRICE
(recensione a cura di Marco Ciaffaglione)


Edith è una giovane archeologa danese impegnata negli scavi di un villaggio del neolitico in Giordania.
Mentre Edith scava, prova ad immaginare come sarebbe la vita nel villaggio per una donna dell’età della pietra e inventa Edith il suo doppio, altro personaggio principale della storia.
Edith (l’archeologa) punta da uno scorpione è costretta a rimanere in ospedale per diverso tempo; è li che in uno stato di semi delirio inizia a scrivere la propria tesi in capitoli che rappresentano il “corpus” dell’intero romanzo.
La studentessa però divaga e oltre a scavare il terreno alla ricerca di resti che possano indicarci da dove veniamo, scava all’interno di se stessa, facendo affiorare pesanti traumi e flebili amori.
È opinione universalmente riconosciuta che lo studio del passato è funzionale a comprendere il presente e che, conoscendo la storia dell’attività umana, impariamo a conoscere noi stessi.
Merete Pryde Helle, poliedrica scrittrice danese, ci consegna un romanzo fortemente simbolico; ci guida attraverso primordiali baccanali e importanti scoperte, accorciando le distanze tra noi e i nostri progenitori.
Gli uomini primitivi siamo noi stessi vissuti solo “qualche tempo fa” in un mondo diverso, meno popolato e sicuramente più libero.
Merete Pryds Helle e' nata nel 1965, ha studiato alla Scuola di Copenhagen, dove insegna. Autrice poliedrica, ha firmato romanzi per adulti e libri per bambini, saggi e poesie e radiodrammi.
E' oggi considerata una delle voci piu' rappresentative della narrativa danese: una voce fuori dal coro per la sua originalita', che rifiuta ogni etichetta e sa rinnovarsi continuamente.

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giovedì 5 dicembre 2013

"Il creatore" di Gudrùn Eva Mìnervudottir (Libri recensiti 2013/25)

"IL CREATORE"
di GUDRÚN EVA MÍNERVUDOTTIR
SCRITTURAPURA CASA EDITRICE 
(recensione a cura di Sebastiano Tuccitto)

Un racconto delicato sull'essere umano, di sfumature che cambiano a volte in modo repentino altre dopo lunghe attese; se per la realizzazione di una bambola ci sono tempi più o meno lunghi, aspettative più o meno ripagate così è per la costruzione di un rapporto. La  Bambola è la protagonista, passiva,  un oggetto marginale, ma essenziale come per chi ne fa un uso materiale o per chi, come l'autrice, riesce a  plasmarla trasformandola in un espediente geniale per raccontare, attraverso la sua freddezza, tutto ciò che manca alle parole per diventare dialogo, calore. Tutta la storia gira intorno alla bambola forse perchè segue i dettagli della stessa,  sembra percorrerli, quasi a sottolineare che anche in qualcosa di vivo, come l'esistenza, può annidarsi lo spettro della morte e viceversa. E' una  storia muta fatta di parole non dette, di pregiudizi, di scarse articolazioni,  storia di esitazioni e di silenzi. Una bambola, in fondo, non può comunicare, anche se può far comprendere che ogni cosa, come ogni rapporto, deve seguire lo scopo per il quale è stata creata: per rivestirsi di novità non basta cambiarsi di abito perchè il vero cambiamento risiede nella capacità di ri-crearsi, di ritornare in se stessi anche attraverso la ricomposizione delle fratture del proprio corpo e la rimarginazione delle ferite del proprio vissuto. 
Non c'è vita nella staticità della convinzione così come non c'è calore in mezzo a due cosce di silicone.
"Aprire il palmo della mano e sentire il peso umido e liscio di qualcosa che era stato creato dal nulla...Era la cosa che gli riusciva meglio"
 Gudrùn Eva Mìnervudottir. Nata a Reykjavik, dove vive tutt'ora, durante l'università ha lavorato come barista.
Dopo essersi laureata in Filosofia ha debuttato nel 1998 come scrittrice, raggiungendo un immediato successo sia con il suo primo romanzo che con una singolare e sorprendente raccolta di racconti filosofici per bambini.
In Islanda ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti letterari ed è traduttrice di importanti autori stranieri.
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martedì 15 ottobre 2013

"Il libro bianco" di Rafael Horzon (Libri segnalati 2013/31)

"IL LIBRO BIANCO"
di RAFAEL HORZON
SCRITTURAPURA EDITRICE
Horzon segue un corso di Jacques Derrida a Parigi. Horzon è perseguitato dalla Signora Sarasate. Horzon vive una serie interminabile di avventure a Berlino. Horzon gira un film con un cane rosa. Horzon apre una galleria d'arte giapponese immaginaria. Horzon crea i "Mobili Horzon" e fa concorrenza all'Ikea. Horzon fonda un'accademia delle scienze inutili. Horzon concepisce una cravatta che parte dal collo e sale sulla testa. Horzon inventa un esperanto. Horzon rifonda un sistema decimale. Horzon apre una libreria mono-libro. Horzon fonda un'agenzia per i divorzi. E dice che è tutto vero! 
Rafael Horzon è nato ad Amburgo nel 1970 e ha studiato latino, filosofia e fisica nucleare a Parigi, Monaco e Berlino.
Dopo un vero e proprio addestramento adda Deutsche Post, a partire dal 1996 si è lanciato in una lunga serie di imprese, che vanno dal design a una gestione a dir poco originale di una galleria d'arte: sono tutte raccontate ne Il libro bianco.
La sua incontenibile creatività lo ha reso un personaggio noto a Berlino, dove vive e lavora. 
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