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sabato 4 luglio 2015

"Una collezione di cattiverie" di Christian Sartirana (Libri recensiti 2015/10)

"UNA COLLEZIONE DI CATTIVERIE"
DI CHRISTIAN SARTIRANA
EDIZIONI IL FOGLIO
(recensione a cura di Clelia Impicciatore)


Dodici originali racconti di genere horror-fantascientifico caratterizzano quest’opera pubblicata nell’anno 2014 da Edizioni Il Foglio.
In “Una collezione di cattiverie” lo scrittore, Christian Sartirana, ha cercato di mettere a nudo le nostre più grandi paure, le nostre fobie, le nostre fissazioni, ma soprattutto ha trattato in modo molto semplice dei temi importanti come quelli della pazzia, dell’ossessione o dell’attaccamento.
Troviamo, ad esempio, una donna tradita dal proprio marito che ricerca l’affetto nel proprio figlio isolandolo dagli altri bambini in modo da averlo tutto per sé; un uomo che in cambio di soldi è disposto a vendere l’intelligenza del proprio figlio; la storia di una banda di fantasmi immaginari o, la mia preferita, la storia di un pittore maledetto che sembra ritrarre sulle sue tele la verità.
Nonostante qualche piccolo difetto, come alcune imperfezioni nel testo o la confusione che qualcuno potrebbe riscontrare, dato che non vi è un ordine preciso o un filo che unisce i vari racconti, si tratta di una raccolta davvero interessante e particolare.
L’Autore si allontana dalle classiche storie horror ed esprime a suo modo alcuni dei problemi psicologici della nostra società, si concentra quindi più che altro sulle “malattie” della nostra mente, narra un mondo ancora più complesso rispetto alla consueta violenza o al macabro, tipico dei soliti racconti dell’orrore. Inoltre, la lettura è scorrevole, il linguaggio utilizzato è semplice e adatto a tutti; una lettura leggera perfetta per l’estate.
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mercoledì 18 febbraio 2015

"L'undicesima" di Raimondo Raimondi (Libri recensiti 2015/2)

"L'UNDICESIMA"
DI RAIMONDO RAIMONDI
EDIZIONI IL FOGLIO

(recensione a cura di Lucia Guglielmini)
“L’undicesima”, così quante sono le storie che Raimondo Raimondi incastona in questa breve raccolta di racconti dalla venatura noir, è anche il titolo dell’ultima vicenda che l’autore sceglie di illustrare, sullo sfondo che è quasi sempre quello di una Sicilia a tratti dal sapore antico, perduto, in uno snodo di vicende dall’improvviso epilogo amaro, per cui lo smarrimento suscitato impone una riflessione quantomeno necessaria tra un finale e un nuovo inizio di storia che ogni volta è anticipato da citazioni letterarie di noti autori.
È quello che succede quando in “Pietre rosse” il contadino viene pian piano emarginato dalla sua comunità di origine per il suo modo “altro” di osservare la realtà e nella solitudine dei suoi passi, si scontra con la cattiveria gratuita di certi umani che lo privano della vita. O il racconto di un odio inspiegabile all’origine della lotta interrazziale, nei dettagli dell’esplosione del pacco bomba in una sinagoga colma di gente, in “Sabato di penitenza”. In altri racconti è poi il titolo ad anticipare l’ansia del finale come ne “L’allievo di Satana” o in “Killer night”. In tutti l’autore dispensa un’architettura di elementi da cui ricavare un quadro chiaro della psicologia dei protagonisti, in un linguaggio sempre nitido e forbito che si limita a descrivere individui borderline dall’impellente bisogno di manifestare il male dentro di essi annidato, e come quest’ultimo trovi espressione in una moltitudine di casi, come a causa della sofferenza dovuta ad una menomazione, nel caso de “La bambola olandese”; o ancora più di frequente per noia, come spesso riportano i fatti più recenti di cronaca e “Zapping” ne è un esempio. Raimondi non manca poi di cimentarsi anche in storie più simili agli esordi di un romanzo, mai dimentico di quello stile asciutto che lo descrive già nei racconti più brevi. Così avviene che in “Amhid l’etiope” e in “Palak il nano”, quelle pagine così immediate e ricche di dettagli psicologici e paesaggistici, quasi non bastino a riscattare la curiosità del lettore che inevitabilmente si affeziona ai protagonisti da rimanere quasi deluso per quei finali aperti. Per approdare infine a “L’undicesima”, il breve racconto ancora una volta di vite al margine, questa volta della strada, vittime di un metodico piano femminicida attuato da un anonimo impiegato, la cui brutalità descritta senza fronzoli, non lascia spazio ad alcuna forma di pietismo.
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domenica 29 settembre 2013

Intervista a Gordiano Lupi - Edizioni Il Foglio (Interivste 2013/6)

INTERVISTA A GORDIANO LUPI - EDIZIONI IL FOGLIO
(a cura di Matteo Pugliares)


Oggi siamo in compagnia di Gordiano Lupi, titolare di Edizioni Il Foglio.
Ciao! Benvenuto nel nostro blog. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Certo. Sono un lettore onnivoro e un cinefilo spassionato. Come autore, mi occupo di cultura cubana e di cinema italiano. Traduco scrittori cubani (Yoani Sánchez, Cabrera Infante…). Ho pubblicato un po’ di saggi molto popolari, qualche romanzo e raccolte di racconti, che trovate su www.infol.it/lupi. Faccio anche l’editore, non profit, in una sorta di dilettantismo professionale che – male o bene – va avanti da oltre 14 anni.

Quando sono nate le Edizioni Il Foglio e qual è il progetto editoriale?
Sono nate nel 1999,con la rivista Il Foglio Letterario, che esce ancora in pdf e stampata, come numeri promozionali in occasione di eventi. Le Edizioni Il Foglio Letterario debuttano nel 2003 con un progetto ben preciso: “dare voce a chi non ne possiede e combattere l’editoria a pagamento”. Per questo pubblichiamo molti esordienti italiani (under 30, preferibilmente) ma anche scrittori cubani che non possono uscire in patria. Ma non facciamo solo narrativa.

Come è composta la redazione?
Non vorrei dimenticare qualcuno. Siamo tanti e ci coordiniamo on line. Il mio compito da direttore editoriale mi impone di occuparmi di narrativa italiana e di letteratura cubana, ad interim anche di saggistica popolare. Sacha Naspini e Federico Guerri mandano avanti la collana Demian, racconti legati al tema adolescenza, sulle orme del capolavoro di Herman Hesse. Sacha Naspini è anche il grafico - editor - copertinista della situazione. Patrizia Garofalo seleziona poesia e testi narrativi lirici per la collana Orizzonti (pochi titoli all’anno). Fabio Zanello cura una collana di cinema che è il nostro fiore all’occhiello per quel che concerne vendite e interesse del pubblico. Antonio Zollino e Luciano Curreri dirigono la sezione saggistica più colta, di livello accademico. Maurizio Cometto seleziona il fantastico, anche se in questo settore siamo fermi per carenza di vendite. Alessandro Del Gaudio segue Fumetto e Comics Book. Alessandro Napolitano, le graphic novel. Carlo Gambescia i testi politici. Michele Ponte segue gli e-book.

Qual è stata la prima collana? E il primo autore?
Abbiamo cominciato con la poesia e con il fantastico, ospitando Peter Russell, Maribruna Toni e il mio Sangue tropicale. Sono seguiti alcuni inediti di Aldo Zelli, lavori di giovani come Andrea Consonni (Wrong), ancora in catalogo.

A distanza di 14 anni dalla fondazione delle Edizioni Il Foglio, quali obiettivi ritieni di avere raggiunto e a quali punta la casa editrice?
Molti. Abbiamo lanciato tanti giovani. Ricordo Gianfranco Franchi (Pagano e Disorder) che adesso pubblica con Castelvecchi; Sacha Naspini che sta per uscire con Rizzoli e ha pubblicato con Guanda ed Elliott (ma L’ingrato e I sassi sono nostri…); Lorenza Ghinelli (Il divoratore) adesso scrive best-seller da ventimila copie per Newton & Compton; Caludio Volpe è passato a Edizioni Anordest (Il vuoto intorno) e ha partecipato per ben due volte allo Strega. Noi stessi abbiamo fatto lo Strega tre volte con Wilson Saba (adesso Bompiani), Boris Virani (Mangia la zuppa amore) e Caludio Volpe. Inoltre abbiamo scoperto scrittori cubani come Alejandro Torreguitart che ha suscitato l’interesse di molti critici italiani con lo scandaloso Vita da jinetera. Altro che le sfumature di grigio! Erotismo - verità.

Un libro che ti è rimasto nel cuore e che continuerete a riproporre al vostro pubblico.
Wrong di Andrea Consonni. Ma tutti i nostri libri sono belli (per me). Il solo motivo che mi ha spinto a pubblicarli è che mi sono piaciuti!

Come vi ponete nei confronti delle nuove tecnologie? Ebook, booktrailer?
Michele Ponte si occupa di e-book. Sacha Naspini fa i booktrailer. Si fanno, pure se non ne vado pazzo. Ma Il Foglio non sono soltanto io, come ho cercato di spiegare. Noi siamo una vera associazione culturale, una cooperativa di autori, un’azienda che non è interessata al profitto ma alla realizzazione di un progetto.

Cosa pensi delle mostre-mercato e delle fiere del libro?
Facciamo quelle della piccola editoria, alla nostra portata: Pisa, Modena, Latina, Imperia… Non facciamo quelle dove le nostre casse uscirebbero a pezzi: Torino, Roma. Si tratta di una scelta ben precisa. Facciamo molti mercati toscani, in compenso, ovunque c’è una festa cerchiamo di essere presenti con i nostri libri.

Come vi ponete nei confronti dell’editoria a pagamento e del print-on-demand?
Rifiutiamo categoricamente l’editoria a pagamento. Il print-on-demand, invece, può essere una risorsa. Ci sono ottimi libri che non vogliamo mettere fuori catalogo ma al tempo stesso non possiamo permetterci di stampare in un gran numero di copie perché le vendite sono scarse…

Ritieni che il passaparola informativo, tramite blog o siti d’opinione, possa influenzare il mercato librario?
Noi ci speriamo. Anzi, ne siamo convinti. Nel 1999 nessuno comprava i nostri libri. Oggi abbiamo un giro di entrate – uscite, a pareggio di bilancio, di circa 60.000 euro l’anno. Visto che nessuno ci ha regalato niente e che non abbiamo mai fatto grandi investimenti pubblicitari, crediamo che il merito sia molto del passaparola (anche via internet) e della nostra presenza sulle piazze.

E la critica tradizionale? 
Se le recensioni facessero diventare ricco sarei miliardario. Sono la prova provata che non servono a niente, invece. Sono altri i fattori che fanno vendere un libro.

Come deve fare un aspirante scrittore per proporvi un manoscritto?
Inviare una sinossi e tre capitoli. E’ tutto spiegato qui:
http://www.ilfoglioletterario.it/manoscritti.htm

Qual è il vostro ultimo libro in uscita? Lo consiglieresti perché…
Il nostro ultimo piccolo successo è La coda sotto il banco di Melisanda Massei Autunnali. Un romanzo ironico e divertente che racconta di una scuola frequentata da  gatti con professori umani. Un libro sulla scuola, sulle nuove tecnologie, sui gatti, scritto con uno stile a metà tra Mosca e Guareschi.

Infine, un tuo augurio al nostro blog I Libri di Morfeo…
Continuate a consigliare di comprare gelati al polo (ergo: libri agli italiani), abbiamo un gran bisogno di gente come voi!

giovedì 5 settembre 2013

"Se avessi previsto tutto questo" di Luca Raimondi (Libri recensiti 2013/15)

"SE AVESSI PREVISTO TUTTO QUESTO"
di LUCA RAIMONDI

EDIZIONI IL FOGLIO
(recensione a cura di Federica Orsida)

Uno scorcio di vita nella Catania degli anni novanta, vista attraverso gli occhi di Carlo, studente di Filosofia, con le sue perplessità e drammi da diciottenne appena affacciato alla vita. Le lezioni universitarie lo lasciano perplesso e confuso, le vite degli amici lo sfiorano appena senza toccarlo completamente. Unico pensiero fisso nella testa di Carlo, la ricerca dell’amore. Perso nei suoi sogni confusi, tra pensieri proibiti sulle ragazze degli amici; ragazze strane conosciute in facoltà e una cugina trasgressiva, le giornate di Carlo procedono nel suo incostante ritmo. “Se avessi previsto tutto questo” di Luca Raimondi, edito da Edizioni il Foglio, rispecchia in pieno la vita negli anni novanta, quando i giovani, con diecimila lire nel portafogli, si sentivano ricchi. Carlo si reputa un ragazzo fortunato, ha una casa tutta sua vicino all’università e una vita che sembra soddisfargli, non per questo priva dei dubbi che accompagnano i diciottenni e con un rimprovero bonario verso i nonni che, a suo avviso, sono colpevoli di non avergli svelato il segreto che si cela dietro l’universo femminile. Tra dubbi, pensieri, relazioni mancate, notti insonne tormentati da sogni confusi, esami di patenti falliti, lo Scrittore Luca, ci narra, in maniera brillante e ironica, il percorso che conduce Carlo da ragazzo a uomo. Non senza qualche ironica traccia di autobiografia che rende il tutto più succoso e teatrale. Non senza qualche spunto di profonda riflessione: E se avessimo previsto tutto questo: quante cose ci saremmo risparmiati? Quanti errori non avremmo commesso? Quante strade non avremmo intrapreso? Quali decisioni avremmo preso? Se avessimo previsto tutto questo…
 Luca Raimondi è nato nel 1977 ad Augusta, in provincia di Siracusa. Presso l’Università di Catania si è laureato in Filosofia nel 2000 e in Scienze dell’Educazione nel 2003. Ha pubblicato con le Edizioni Dell’Ariete i romanzi Cerniera lampo (1996) e Cuore del vuoto (1998), con Aracne Marenigma (2009), con Melino Nerella il lungo racconto contenuto in Amore, rabbia e verità (2009) e quello più breve in Le eccellenze del gusto (2011). È autore anche di alcuni saggi, tra cui Nient’altro che un sogno. Pasolini e la Trilogia della vita (Bastogi, 2005), Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini (Sampognaro & Pupi, 2006) e Comunicare la cultura (Bonanno, 2007). Regista, montatore e sceneggiatore, tra il 2002 e il 2008 ha diretto sei edizioni del festival “Corto Siracusano” (www.cortosiracusano.it), nel cui ambito ha pubblicato il volume Fronte del corto. Scenari siciliani del film breve. Collabora con la rivista online “Diorama” (www.dioramaonline.org).
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