Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post

sabato 4 luglio 2015

"Una collezione di cattiverie" di Christian Sartirana (Libri recensiti 2015/10)

"UNA COLLEZIONE DI CATTIVERIE"
DI CHRISTIAN SARTIRANA
EDIZIONI IL FOGLIO
(recensione a cura di Clelia Impicciatore)


Dodici originali racconti di genere horror-fantascientifico caratterizzano quest’opera pubblicata nell’anno 2014 da Edizioni Il Foglio.
In “Una collezione di cattiverie” lo scrittore, Christian Sartirana, ha cercato di mettere a nudo le nostre più grandi paure, le nostre fobie, le nostre fissazioni, ma soprattutto ha trattato in modo molto semplice dei temi importanti come quelli della pazzia, dell’ossessione o dell’attaccamento.
Troviamo, ad esempio, una donna tradita dal proprio marito che ricerca l’affetto nel proprio figlio isolandolo dagli altri bambini in modo da averlo tutto per sé; un uomo che in cambio di soldi è disposto a vendere l’intelligenza del proprio figlio; la storia di una banda di fantasmi immaginari o, la mia preferita, la storia di un pittore maledetto che sembra ritrarre sulle sue tele la verità.
Nonostante qualche piccolo difetto, come alcune imperfezioni nel testo o la confusione che qualcuno potrebbe riscontrare, dato che non vi è un ordine preciso o un filo che unisce i vari racconti, si tratta di una raccolta davvero interessante e particolare.
L’Autore si allontana dalle classiche storie horror ed esprime a suo modo alcuni dei problemi psicologici della nostra società, si concentra quindi più che altro sulle “malattie” della nostra mente, narra un mondo ancora più complesso rispetto alla consueta violenza o al macabro, tipico dei soliti racconti dell’orrore. Inoltre, la lettura è scorrevole, il linguaggio utilizzato è semplice e adatto a tutti; una lettura leggera perfetta per l’estate.
Per acquistare il libro clicca QUI 
 

venerdì 12 giugno 2015

"Babelfish" di Gino Pitaro (Libri recensiti 2015/9)

"BABELFISH"
DI GINO PITARO
EDIZIONI ENSEMBLE

(recensione a cura di Rosaria Andrisani)


La ricerca di risposte concrete a una vita che spesso non rivela, nell’immediato, una direzione da seguire, fa da sfondo ai sei racconti dell’autore di Vibo Valentia, Gino Pitaro, nel suo libro “Babelfish” (Edizioni Ensemble).
Le storie narrate ritraggono vicende ordinarie o che destano stupore per il loro svolgimento, descrivono personaggi differenti tra loro che affrontano i propri dilemmi esistenziali nel caos dell’inquietudine di una continua ricerca di sé. Ed è proprio questo il filo conduttore che si percorre leggendo le storie di Pitaro, ambientate in luoghi diversi, che rivelano al lettore una profonda e continua volontà di essere, sopperendo all’insoddisfazione e alla monotonia quotidiane.
Dalla Svizzera a Singapore, da Roma alla Spagna, si snoda il racconto delle vicissitudini dei protagonisti, specchio di un viaggio che mostra dettagli di singoli respiri, di sottili e acute percezioni, di sensazioni che si incastrano e si ritrovano in una volontà di scegliere una chiave di lettura di ogni frammento dell'esistenza. E in un continuo scambio di contaminazioni sociali e intellettuali, i protagonisti vivono esperienze importanti, significative, che creano una sorta di nomadismo e inducono a una profonda riflessione sul destino e su ciò che ha cambiato il corso della propria vita.
La scrittura chiara, gradevole, a tratti ironica dello scrittore induce a una lettura scorrevole e a un’immediata comprensione del senso della narrazione, della storia di un cammino emotivo che rivela un essere umano cosmopolita, ma sempre consapevolmente artefice della propria individualità.
Per acquistare il libro clicca QUI 

mercoledì 18 febbraio 2015

"L'undicesima" di Raimondo Raimondi (Libri recensiti 2015/2)

"L'UNDICESIMA"
DI RAIMONDO RAIMONDI
EDIZIONI IL FOGLIO

(recensione a cura di Lucia Guglielmini)
“L’undicesima”, così quante sono le storie che Raimondo Raimondi incastona in questa breve raccolta di racconti dalla venatura noir, è anche il titolo dell’ultima vicenda che l’autore sceglie di illustrare, sullo sfondo che è quasi sempre quello di una Sicilia a tratti dal sapore antico, perduto, in uno snodo di vicende dall’improvviso epilogo amaro, per cui lo smarrimento suscitato impone una riflessione quantomeno necessaria tra un finale e un nuovo inizio di storia che ogni volta è anticipato da citazioni letterarie di noti autori.
È quello che succede quando in “Pietre rosse” il contadino viene pian piano emarginato dalla sua comunità di origine per il suo modo “altro” di osservare la realtà e nella solitudine dei suoi passi, si scontra con la cattiveria gratuita di certi umani che lo privano della vita. O il racconto di un odio inspiegabile all’origine della lotta interrazziale, nei dettagli dell’esplosione del pacco bomba in una sinagoga colma di gente, in “Sabato di penitenza”. In altri racconti è poi il titolo ad anticipare l’ansia del finale come ne “L’allievo di Satana” o in “Killer night”. In tutti l’autore dispensa un’architettura di elementi da cui ricavare un quadro chiaro della psicologia dei protagonisti, in un linguaggio sempre nitido e forbito che si limita a descrivere individui borderline dall’impellente bisogno di manifestare il male dentro di essi annidato, e come quest’ultimo trovi espressione in una moltitudine di casi, come a causa della sofferenza dovuta ad una menomazione, nel caso de “La bambola olandese”; o ancora più di frequente per noia, come spesso riportano i fatti più recenti di cronaca e “Zapping” ne è un esempio. Raimondi non manca poi di cimentarsi anche in storie più simili agli esordi di un romanzo, mai dimentico di quello stile asciutto che lo descrive già nei racconti più brevi. Così avviene che in “Amhid l’etiope” e in “Palak il nano”, quelle pagine così immediate e ricche di dettagli psicologici e paesaggistici, quasi non bastino a riscattare la curiosità del lettore che inevitabilmente si affeziona ai protagonisti da rimanere quasi deluso per quei finali aperti. Per approdare infine a “L’undicesima”, il breve racconto ancora una volta di vite al margine, questa volta della strada, vittime di un metodico piano femminicida attuato da un anonimo impiegato, la cui brutalità descritta senza fronzoli, non lascia spazio ad alcuna forma di pietismo.
Per acquistare il libro clicca QUI

mercoledì 11 settembre 2013

"Vento e sabbia" di Domenico Infante (Libri segnalati 2013/26)

"VENTO E SABBIA"
di DOMENICO INFANTE
SCRITTURA & SCRITTURE
La Tramontana soffia pungente sulla storia di uomini e donne venuti da lontano, il freddo Grecale cerca il nome da restituire all'uomo senza nome, il leggero Levante spira sul sogno di volare di Paolo mentre l'umido Scirocco getta polvere negli occhi di un barbone.
Il meridionale Ostro trasporta la storia di un vecchio e simpatico parcheggiatore abusivo, il rapido Libeccio racconta degli oggetti "rianimati" da Tommaso e il fresco Ponente cambia il destino di una vita.
Maestrale, il re dei venti, tesse il racconto dell'uomo del vento e del mare, filo di una ragnatela di infinite altre storie.
I venti del Mediterraneo portano emozioni che lasceranno il lettore silenzioso e incantato spettatore della vita.

Domenico Infante vive e lavora a Roma.
Sommelier per hobby, amante della cucina regionale e lettore accanito di narrativa e fumetti, è autore di "Cronache del vicolo" (Premio Desenzano Libro Giovani 2008) e "Novanta minuti", entrambi per gli stessi tipi della Scrittura & Scritture. 

Per acquistare il libro clicca QUI