"HO MESSO LE ALI"
di MARIA GIOVANNA FARINA
RUPE MUTEVOLE
Il libro di Maria Giovanna Farina è un libro di problemi della vita
corrente che sembrano non avere soluzione, ma che puoi trovare se adotti
un approccio filosofico, cioè se li affronti con la mente aperta, una
lucida razionalità ed uno spirito disincantato, anticonformista e pronto
a percorrere le strade inconsuete. Insomma un libro divertente e
delizioso che vi darà di certo molti spunti per cavarvela nelle piccole e
grandi difficoltà della vita. E se riuscirete a sfuggire ad una
trappola messa in piedi da vicini molesti, a scoprire gli inganni di un
amante mentitore o a mettere nel sacco chi voleva imbrogliarvi, potrete
farlo dicendo che ci riuscite utilizzando la filosofia. (Francesco
Alberoni)
Maria Giovanna Farina nata a Milano nel '62 si è laureata in Filosofia all'Università Statale di Milano, svolge la professione di consulente filosofico nella stessa città.
Pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, sempre a Milano fonda lo studio professionale Heuristic Institution prima e l'associazione culturale L'accento di socrate poi.
Per i tipi di Edizioni clandestine ha pubblicato "Il bambino senza parole" edito nel 2006.
Per acquistare il libro clicca QUI
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martedì 22 ottobre 2013
martedì 24 settembre 2013
Intervista alla poetessa Vanessa Falconi (Interviste 2013/5)
INTERVISTA ALLA POETESSA VANESSA FALCONI
(a cura di Matteo Pugliares)
Oggi, siamo in compagnia di Vanessa Falconi, autrice di “Il bacio di marzo” pubblicato da Rupe Mutevole Edizioni.
Ciao Vanessa, benvenuta nel nostro blog. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Innanzitutto grazie per questa intervista! E complimenti per il blog , ordinato, preciso e colmo di novità editoriali. Mi presento con piacere anche se non amo molto parlare di me. Scrivo da moltissimi anni di poesia, è una parte importante della mia vita. Mi aiuta a esternare ansie e delusioni. Forse, per questo, appare, spesso, malinconica e nostalgica. Amo scrivere e mi diverte esser interpretata, se posso usare questo termine non proprio appropriato! Ascolto con curiosità ciò che gli altri hanno visto nei miei scritti o quello che credono io abbia voluto dire. Scrivo per me ma allo stesso tempo mi piacerebbe lasciare qualcosa del mio passaggio in questa vita. Mi interesso anche di scienze esoteriche, di pittura e di fotografia. L’arte mi affascina, perché riesce a rendere eterea ogni emozione.
Abbiamo tra le mani il tuo libro “Il bacio di Marzo”. Ce ne parli?
Nasce come idea diversi anni fa, era una silloge poetica comprendente poesie raccolte negli anni passati ma poi all’improvviso, colta da una nuova ispirazione, nel 2011 ho iniziato a scrivere copiosamente versi nuovi. È nato così “Il bacio di marzo”! Racconta la storia di due amanti che si conobbero in Sicilia e che hanno vissuto il loro amore con passionalità e dolore. Le poesie sono state ispirate anche da alcuni luoghi che ho visitato e che mi sono rimasti nel cuore, come “Il cimitero di Staglieno” a Genova. In quel libro c’è anche molto della mia amata Parigi, con il dipinto in copertina della pittrice francese Annick Bouvattier.
Come e quando è nata la tua passione per la poesia?
Ho iniziato a scrivere subito dopo il mio incontro, a liceo, con Eugenio Montale. Ho amato la raccolta “Ossi di seppia”, per il male che il poeta riusciva a farmi respirare. Una poesia raffinata arricchita da assonanze e consonanze che la rendono di una musicalità unica. Mi sono avvicinata alla poesia così, negli anni del ginnasio e ho continuato a leggere!
Progetti di “scrittura” per il futuro? C’è un altro libro in dirittura d’arrivo?
Tra i progetti futuri c’è senz’altro il continuare a scrivere. Mi piacerebbe riuscire a terminare il mio primo romanzo “Il giardino di Gabriele”, in stand by dal lontano 2007.
Sempre a proposito di scrittura, quali generi preferisci? E quali autori?
Non leggo molto i romanzi, né gialli né thriller, amo la saggistica e i volumi storici o/e libri che trattano di magia, astrologia e cartomanzia. Ma se dovessi citare un nome, la Mazzantini con certezza tra le scrittrici di questo secolo; amo la sua scrittura, elegante, raffinata, colta e lineare. Ho divorato ogni suo libro! Tra i poeti NERUDA e TAGORE! Avrei voluto averli come fratelli! M’immergo nella loro poesia come fosse un’oasi di pace.
Per gli autori non è sempre facile trovare degli editori che fanno bene il loro lavoro. Ci parli del tuo rapporto con Rupe Mutevole Edizioni?
Adoro Cristina del Torchio, precisa, puntuale, e adoro Rupe Mutevole, per me sono come una famiglia. Cristina è un editore serio e una grande lavoratrice!
Di là della scrittura, hai altri progetti?
Mi piacerebbe tornare a condurre qualche altro programma in radio! È rimasto un sogno nel cassetto da quando lasciai l’emittente radiofonica, per cui lavoravo molti anni fa.
Infine, un tuo augurio al nostro blog I Libri di Morfeo…
Vi auguro di trovare il nuovo scrittore del Secolo, quello che lascerà le sue orme, come Dante Alighieri.
Per acquistare il libro di Vanessa Falconi clicca QUI
(a cura di Matteo Pugliares)
Oggi, siamo in compagnia di Vanessa Falconi, autrice di “Il bacio di marzo” pubblicato da Rupe Mutevole Edizioni.
Ciao Vanessa, benvenuta nel nostro blog. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Innanzitutto grazie per questa intervista! E complimenti per il blog , ordinato, preciso e colmo di novità editoriali. Mi presento con piacere anche se non amo molto parlare di me. Scrivo da moltissimi anni di poesia, è una parte importante della mia vita. Mi aiuta a esternare ansie e delusioni. Forse, per questo, appare, spesso, malinconica e nostalgica. Amo scrivere e mi diverte esser interpretata, se posso usare questo termine non proprio appropriato! Ascolto con curiosità ciò che gli altri hanno visto nei miei scritti o quello che credono io abbia voluto dire. Scrivo per me ma allo stesso tempo mi piacerebbe lasciare qualcosa del mio passaggio in questa vita. Mi interesso anche di scienze esoteriche, di pittura e di fotografia. L’arte mi affascina, perché riesce a rendere eterea ogni emozione.
Abbiamo tra le mani il tuo libro “Il bacio di Marzo”. Ce ne parli?
Nasce come idea diversi anni fa, era una silloge poetica comprendente poesie raccolte negli anni passati ma poi all’improvviso, colta da una nuova ispirazione, nel 2011 ho iniziato a scrivere copiosamente versi nuovi. È nato così “Il bacio di marzo”! Racconta la storia di due amanti che si conobbero in Sicilia e che hanno vissuto il loro amore con passionalità e dolore. Le poesie sono state ispirate anche da alcuni luoghi che ho visitato e che mi sono rimasti nel cuore, come “Il cimitero di Staglieno” a Genova. In quel libro c’è anche molto della mia amata Parigi, con il dipinto in copertina della pittrice francese Annick Bouvattier.
Come e quando è nata la tua passione per la poesia?
Ho iniziato a scrivere subito dopo il mio incontro, a liceo, con Eugenio Montale. Ho amato la raccolta “Ossi di seppia”, per il male che il poeta riusciva a farmi respirare. Una poesia raffinata arricchita da assonanze e consonanze che la rendono di una musicalità unica. Mi sono avvicinata alla poesia così, negli anni del ginnasio e ho continuato a leggere!
Progetti di “scrittura” per il futuro? C’è un altro libro in dirittura d’arrivo?
Tra i progetti futuri c’è senz’altro il continuare a scrivere. Mi piacerebbe riuscire a terminare il mio primo romanzo “Il giardino di Gabriele”, in stand by dal lontano 2007.
Sempre a proposito di scrittura, quali generi preferisci? E quali autori?
Non leggo molto i romanzi, né gialli né thriller, amo la saggistica e i volumi storici o/e libri che trattano di magia, astrologia e cartomanzia. Ma se dovessi citare un nome, la Mazzantini con certezza tra le scrittrici di questo secolo; amo la sua scrittura, elegante, raffinata, colta e lineare. Ho divorato ogni suo libro! Tra i poeti NERUDA e TAGORE! Avrei voluto averli come fratelli! M’immergo nella loro poesia come fosse un’oasi di pace.
Per gli autori non è sempre facile trovare degli editori che fanno bene il loro lavoro. Ci parli del tuo rapporto con Rupe Mutevole Edizioni?
Adoro Cristina del Torchio, precisa, puntuale, e adoro Rupe Mutevole, per me sono come una famiglia. Cristina è un editore serio e una grande lavoratrice!
Di là della scrittura, hai altri progetti?
Mi piacerebbe tornare a condurre qualche altro programma in radio! È rimasto un sogno nel cassetto da quando lasciai l’emittente radiofonica, per cui lavoravo molti anni fa.
Infine, un tuo augurio al nostro blog I Libri di Morfeo…
Vi auguro di trovare il nuovo scrittore del Secolo, quello che lascerà le sue orme, come Dante Alighieri.
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martedì 3 settembre 2013
"Non credere a quel che dipingono gli occhi" di Fabio Angelino (Libri recensiti 2013/14)
"NON CREDERE A QUEL CHE DIPINGONO GLI OCCHI"
di FABIO ANGELINO
RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
(recensione a cura di Sebastiano Tuccitto)
Un racconto immediato, una storia che passa velocemente e scorre in fretta, come scorrono gli occhi attraverso queste pagine scritte con lucida semplicità che poi è eleganza e nitidezza. La mente è tutto ciò ma è anche molto di più. Lucida, elegante nell’elaborare, nitida nel mentire, è in essa che depositiamo tutta la nostra storia, quella presente, quella passata, quella sognata e quella non vissuta.
Giorgio non ha vissuto e, in parte, non per scelta.
Egli si è fidato di ciò che gli occhi della sua mente hanno voluto vedere e la mente è anche protettrice, a suo modo, ed è come se edulcorasse, falsandola, la realtà. Lui ha scelto semplicemente di lasciarsi dominare, assecondandone la volontà, senza accennare un minimo segno di ribellione se non verso tutto ciò che stava fuori. La mente è un sovrano spietato, direi, e se considerato inarrivabile, irraggiungibile, può divenire carnefice. Eppure sta a pochi centimetri dal cuore, è a portata di mano, quasi possiamo accarezzarla se ci sfioriamo la fronte: allora perché ignorarla? Allora perché negare quel rapporto che poi è l’unico rapporto che davvero vale? Non parlarsi, non scrutarsi sono espedienti che se da un lato evitano il confronto diretto con i mostri che soggiornano in noi, dall’altro fanno si che questi mostri diventino parte di noi e non più semplici passanti ma occupanti, abusivi. È da dentro che occorre iniziare, da un abbraccio “quell’abbraccio che non si erano mai dati (…) E così fu. Il loro orgoglio cadde a terra spezzandosi. Si strinsero, le lacrime di entrambi si mischiarono con la pioggia e il veleno che si erano iniettati a vicenda per tutti quegli anni trovò il giusto siero: l’amore”.
Abbracciarsi per ascoltarsi, per toccarsi, per capire che si è vivi quindi destinati all’amore.
Giorgio inizia a vivere quando inizia ad amarsi.
Per acquistare il libro clicca QUI
di FABIO ANGELINO
RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
(recensione a cura di Sebastiano Tuccitto)
Un racconto immediato, una storia che passa velocemente e scorre in fretta, come scorrono gli occhi attraverso queste pagine scritte con lucida semplicità che poi è eleganza e nitidezza. La mente è tutto ciò ma è anche molto di più. Lucida, elegante nell’elaborare, nitida nel mentire, è in essa che depositiamo tutta la nostra storia, quella presente, quella passata, quella sognata e quella non vissuta.
Giorgio non ha vissuto e, in parte, non per scelta.
Egli si è fidato di ciò che gli occhi della sua mente hanno voluto vedere e la mente è anche protettrice, a suo modo, ed è come se edulcorasse, falsandola, la realtà. Lui ha scelto semplicemente di lasciarsi dominare, assecondandone la volontà, senza accennare un minimo segno di ribellione se non verso tutto ciò che stava fuori. La mente è un sovrano spietato, direi, e se considerato inarrivabile, irraggiungibile, può divenire carnefice. Eppure sta a pochi centimetri dal cuore, è a portata di mano, quasi possiamo accarezzarla se ci sfioriamo la fronte: allora perché ignorarla? Allora perché negare quel rapporto che poi è l’unico rapporto che davvero vale? Non parlarsi, non scrutarsi sono espedienti che se da un lato evitano il confronto diretto con i mostri che soggiornano in noi, dall’altro fanno si che questi mostri diventino parte di noi e non più semplici passanti ma occupanti, abusivi. È da dentro che occorre iniziare, da un abbraccio “quell’abbraccio che non si erano mai dati (…) E così fu. Il loro orgoglio cadde a terra spezzandosi. Si strinsero, le lacrime di entrambi si mischiarono con la pioggia e il veleno che si erano iniettati a vicenda per tutti quegli anni trovò il giusto siero: l’amore”.
Abbracciarsi per ascoltarsi, per toccarsi, per capire che si è vivi quindi destinati all’amore.
Giorgio inizia a vivere quando inizia ad amarsi.
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venerdì 23 agosto 2013
"Il bacio di marzo" di Vanessa Falconi (Libri recensiti 2013/13)
"IL BACIO DI MARZO"
di VANESSA FALCONI
RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
(recensione a cura di Matteo Pugliares)
Una poesia chiara, rivelatrice di passione, quella di Vanessa Falconi nel suo “Il bacio di Marzo”. Un continuo coinvolgimento attanaglia il lettore, quasi travolto dai versi che, ora interagiscono con le emozioni, ora sconvolgono come quel bacio di cui parla Oscar Wilde.
Poesie che evocano esperienze che ognuno di noi ha vissuto e che danno la sensazione che appartengano già a te, mentre scorri le righe, mentre assapori le pagine colme di calore umano.
Versi che scavano dentro per ritrovare sentimenti, gesti e modi del vivere umano che appartengono a tutti noi, incuranti degli allarmi che la nostra mente, a volte, antepone al lasciarsi andare all’estasi passionale.
E se cogliamo tra le righe tanta nostalgia e solitudine, come dice bene Fabio Turchetti nella Prefazione, allo stesso modo respiriamo vita vera, vissuta, quella vita che sa ancora sognare e fantasticare senza il bisogno di sentirsi morente, poiché anche il silenzio è colmo di desideri .(cfr. p. 32)
“Che fatica dirti che t’amo!” Ma chi non riesce a dirlo, forse, ha dimenticato di essere uomo… forse, in quell’incapacità di dire ti amo si cela una vita che è solo apparenza ma che, in realtà, è già morte.
“Il bacio di Marzo” è un bacio che vale per ogni stagione!
Vanessa Falconi, 42 anni, vive a Roma, città in cui completa i suoi studi umanistici.
Dimostra sin dalla tenera età un’attitudine per le humanae littarae: conclusi gli studi liceali, si laurea in Lettere a 24 anni appena compiuti con una laurea su Alberto Moravia.
Innamorata dello studio, prosegue ancora iscrivendosi alla facoltà di Scienze Politiche, dove però non terminerà il corso di laurea.
Doppiatrice di spot televisivi, inizierà una percorso come giornalista nel ramo medico, interessandosi per lo più di dermatologia, e in questo campo, contribuirà attivamente alla stesura di una rivista medica, sia come correttore di bozze, curando l’editing e anche pubblicando articoli.
Inizia un’intensa collaborazione alla radio, scrivendo una rubrica da lei condotta sulla storia e l’evoluzione del Calcio; negli stessi anni, collaborerà anche con due giornalisti della tv sia come giornalista.
Pubblica in diverse collane poetiche alcune delle sue poesie, fino ad arrivare a “Il bacio di marzo”, suo primo libro, pubblicato per conto di Rupe Mutevole Editore.
Scrive per un blog di letteratura, nel quale pubblica interviste ad autori.
Vanessa Falconi è anche amante della pittura, soprattutto di quella ad olio.
Ama la musica, la natura e adora viaggiare.
Per acquistare il libro clicca QUI
di VANESSA FALCONI
RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
(recensione a cura di Matteo Pugliares)
Una poesia chiara, rivelatrice di passione, quella di Vanessa Falconi nel suo “Il bacio di Marzo”. Un continuo coinvolgimento attanaglia il lettore, quasi travolto dai versi che, ora interagiscono con le emozioni, ora sconvolgono come quel bacio di cui parla Oscar Wilde.
Poesie che evocano esperienze che ognuno di noi ha vissuto e che danno la sensazione che appartengano già a te, mentre scorri le righe, mentre assapori le pagine colme di calore umano.
Versi che scavano dentro per ritrovare sentimenti, gesti e modi del vivere umano che appartengono a tutti noi, incuranti degli allarmi che la nostra mente, a volte, antepone al lasciarsi andare all’estasi passionale.
E se cogliamo tra le righe tanta nostalgia e solitudine, come dice bene Fabio Turchetti nella Prefazione, allo stesso modo respiriamo vita vera, vissuta, quella vita che sa ancora sognare e fantasticare senza il bisogno di sentirsi morente, poiché anche il silenzio è colmo di desideri .(cfr. p. 32)
“Che fatica dirti che t’amo!” Ma chi non riesce a dirlo, forse, ha dimenticato di essere uomo… forse, in quell’incapacità di dire ti amo si cela una vita che è solo apparenza ma che, in realtà, è già morte.
“Il bacio di Marzo” è un bacio che vale per ogni stagione!
Vanessa Falconi, 42 anni, vive a Roma, città in cui completa i suoi studi umanistici.
Dimostra sin dalla tenera età un’attitudine per le humanae littarae: conclusi gli studi liceali, si laurea in Lettere a 24 anni appena compiuti con una laurea su Alberto Moravia.
Innamorata dello studio, prosegue ancora iscrivendosi alla facoltà di Scienze Politiche, dove però non terminerà il corso di laurea.
Doppiatrice di spot televisivi, inizierà una percorso come giornalista nel ramo medico, interessandosi per lo più di dermatologia, e in questo campo, contribuirà attivamente alla stesura di una rivista medica, sia come correttore di bozze, curando l’editing e anche pubblicando articoli.
Inizia un’intensa collaborazione alla radio, scrivendo una rubrica da lei condotta sulla storia e l’evoluzione del Calcio; negli stessi anni, collaborerà anche con due giornalisti della tv sia come giornalista.
Pubblica in diverse collane poetiche alcune delle sue poesie, fino ad arrivare a “Il bacio di marzo”, suo primo libro, pubblicato per conto di Rupe Mutevole Editore.
Scrive per un blog di letteratura, nel quale pubblica interviste ad autori.
Vanessa Falconi è anche amante della pittura, soprattutto di quella ad olio.
Ama la musica, la natura e adora viaggiare.
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martedì 23 luglio 2013
"Inyla di Sîkanoí - La Sacerdotessa dell’Amore" di Helena Giorgianni (Libri segnalati 2013/15)
"INYLA DI SIKANOI - LA SACERDOTESSA DELL'AMORE"
di HELENA GIORGIANNI
RUPE MUTEVOLE
La storia narrata in questo libro trae spunto dal mito decantato dai
Greci che, approdando sull’Isola di Sicilia, trovarono un popolo ed una
cultura fiorente, ricca di tradizioni, di spiritualità, organizzata
politicamente e strutturalmente, che accolse nella propria culla lo
straniero arrivato dal mare nel tempo precedente l’inizio dei contrasti e
delle guerre per il controllo della supremazia. I Sîkaní, in un’epoca
in cui i riti agricoli e religiosi si intrecciavano con il susseguirsi
delle stagioni, vedevano la terra come manifestazione Divina e Sacra e
muovevano la propria vita sociale intorno ad una simbologia di stampo
matriarcale, in cui il femminino ne simboleggiava il potere ricreativo e
fertile, manifestando attraverso il proprio corpo l’abbondanza della
Madre Terra. Naturalmente i riferimenti mitologici che si snodano nel
racconto, percorrendo luoghi di culto arcaici, si fondono con i
personaggi del libro per dar vita ad una storia immaginaria che non
vuole essere di contrasto verso opinioni diverse formulate da storici e
ricercatori del periodo in cui è ambientato il romanzo. Piuttosto si
desidera dare voce ad una memoria sepolta e dimenticata di cui restano
pochi frammenti e molti misteri. è un tentativo di ritrovare attraverso
questa scrittura radici ancestrali. L’Autrice Alle origini dei tempi tre
ninfe raccolsero nel loro vagabondare intorno al mondo, i doni più
preziosi offerti dalla terra stessa. Un giorno, attraversando il
mediterraneo incontrarono uno specchio d’acqua di tale bellezza che
decisero di disporsi in tre punti e lasciarono cadere tre pugni di terra
formando le tre punte della Trinacria. Terra feconda, accogliente e
rigogliosa. Cosparsa da fiori, frutti e bacche in cui tutti gli elementi
s’incontrano. Terra sognante fra mito e realtà. Terra terrificante,
sotto l’ombra del vulcano. Cuore pulsante di lava. Terra magica
dall’arcaica storia che si perde nella notte dei tempi. Terra,
affascinante per la misteriosa simbologia intrinseca. Musa dipinta e
raccontata da poeti e pittori visionari. Terra di Sicilia che continua a
sorprendermi ancora oggi.
Per acquistare il libro clicca QUI
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