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domenica 29 maggio 2016

"La mia e la tua guarigione" di Massimo Boscarino (Libri recensiti 2016/4)

"LA MIA E LA TUA GUARIGIONE"
DI MASSIMO BOSCARINO
DISSENSI EDIZIONI
(recensione a cura di Matteo Pugliares)


Ci sono libri che fanno nascere riflessioni, dubbi, domande. “La mia e la tua guarigione” di Massimo Boscarino edito da Dissensi Edizioni è un libro che appartiene a questa categoria.
L’autore racconta con uno stile semplice e leggero, fluente e piacevole, il suo percorso spirituale e mistico che lo ha portato a combattere e vincere la leucemia.
Un percorso di consapevolezza, di conoscenza, che lo ha portato ad un sano distacco nei confronti della malattia; un cammino ricco di episodi, incontri che attraversando l’incontro stesso con la malattia e col dolore, lo porta attraverso luoghi fisici e interiori a comprendere sempre più l’universo e le sue dinamiche.
Non s’illuda il lettore di trovare una sorta di formula magica per guarire dalla malattia poiché Boscarino ha assunto regolarmente i farmaci. Si tratta qui di una guarigione soprattutto interiore, come via privilegiata anche per la guarigione fisica.
La guarigione dello spirito è il frutto di questo percorso, di questo incontro con luoghi, anime ed eventi che ti cambiano la vita.
Lo stesso autore dichiara in un’intervista, il messaggio del libro come un fermarsi, un rallentare non solo in un processo che ha a che fare con la malattia ma anticipandolo per rendersi conto del vero senso dell’esistenza.
Un libro da leggere, per riflettere e meditare sul senso della vita, al di là dell’efficacia sul lettore delle convinzioni di Boscarino.

 

martedì 10 maggio 2016

"Mi vuoi sposare?" di Elisabetta Belotti (Libri recensiti 2016/3)

"MI VUOI SPOSARE?"
DI ELISABETTA BELOTTI
EDIZIONI CENTOAUTORI
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


Quella di Lisa, protagonista assolutamente contemporanea di questa vicenda è una storia che si legge tutto d’un fiato, sia per l’argomento tutto al femminile, sia per lo stile mai troppo banale in cui visto il tema, sarebbe facile scadere. E invece ne viene fuori una lettura piacevolissima che racconta le disavventure di una giovane wedding planner, che tenta il tutto per tutto dopo la scoperta del tradimento del suo compagno e i conseguenti tentativi di rimettere insieme i cocci della sua vita. E accade che accanto a questo suo percorso di "ricerca” del marito perfetto le si accostino personaggi che condiscono ulteriormente la vicenda di humor e situazioni esilaranti a tratti al limite del grottesco. Una vicenda da cui già dalle prime righe si intuisce il lieto fine, ma anche, complice la buona scrittura, la sensazione ottimistica che non è mai troppo tardi per la famosa seconda occasione, sebbene sia essa stessa ben nascosta dietro l’angolo o ancora meglio al piano di sotto del tuo stesso palazzo.

giovedì 7 aprile 2016

"Tutti santi me compreso" di Luciano De Crescenzo (Libri recensiti 2016/2)

"TUTTI SANTI ME COMPRESO"
DI LUCIANO DE CRESCENZO
MONDADORI

(recensione a cura di Sofia Giompapa)

Come ha già fatto con i filosofi classici e i miti greci, in questo libro il simpatico ingegnere-filosofo partenopeo ci fa conoscere la storia e il pensiero di alcuni santi. L’opera non ha carattere agiografico né aspira ad essere esaustiva: come lo scrittore chiarisce nella prefazione, i santi riportati sono quelli che sono stati più significativi nella sua vita e aggiunge, con scoppiettante ironia, “non vorrei un giorno incontrare in cielo proprio uno di quelli di cui mi sono dimenticato”. Il libro si legge tutto d’un fiato e il lettore si rende conto che senza neanche accorgersene ha appreso le vicissitudini di molti tra i santi più amati della tradizione popolare. L’ordinata suddivisione dei santi presentati in categorie conferisce un certo rigore alla trattazione, facendo apparire il libro come appartenente ad un genere caro a De Crescenzo: il saggio ironico, con il quale l’autore ha il merito di aver fatto conoscere filosofi e miti della letteratura classica ad una ricca platea di studenti. Il racconto della vita dei santi è inoltre corredato da divertenti riferimenti alla vita personale dello scrittore, che rendono la lettura ancora più piacevole.

 
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domenica 14 febbraio 2016

"Il bianco delle vele" di Franco Casadei (Libri recensiti 2016/1)

"IL BIANCO DELLE VELE"
DI FRANCO CASADEI
RAFFAELLI EDITORE

(recensione a cura di Matteo Pugliares)


Leggendo le poesie de “Il bianco delle vele” di Franco Casadei (Raffaelli Editore), non si tarda un attimo a riconoscere il talento di un poeta capace, con i suoi versi, di evocare e imprimere nella mente e nel cuore del lettore, immagini e riflessioni che non lasciano indifferenti.
Il percorso dei versi abbraccia la vicenda umana e del mondo nella sua interezza, dalla “sorda malinconia che ci accompagna” alla libertà reclamata dal cielo, fino alla speranza che “il giorno che viene / avrà la sua innocenza”.
Versi intensi, a volte arditi. Ma la poesia non è, forse, sempre ardita poiché ha la presunzione di scavare dentro ogni uomo e tirarne fuori emozioni, vissuti, brandelli di cuore e di viscere? Casadei, senza dubbio, riesce in quest’impresa.
Un percorso, ancora, che continuamente passa dal sacro al profano, forse per la consapevolezza che l’umano, il cosmo e il divino trascorrono il tempo dell’eternità in un legame inscindibile perché “chi regge la terra è il cielo”.
Una sana inquietudine, infine, avvertiamo in ogni pagina del libro. Inquietudine che non sembra essere risolta perché chiave di lettura e, allo stesso tempo, energia del percorso della vita che, tra alti e bassi, tra certezze e dubbi, tra malinconie e gioie, incede elegante e spossata vero il futuro. 

venerdì 11 dicembre 2015

"Cumuli a righe" di Rosamaria Alibrandi (Libri recensiti 2015/15)

"CUMULI A RIGHE"
DI ROSAMARIA ALIBRANDI

EDIZIONI ENSEMBLE
(recensione a cura di Matteo Pugliares)

Un piccolo gioiello questo volume di poesie di Rosamaria Alibrandi, che trasuda una lirica ispirata dall’inizio alla fine. Pagine che ci regalano istanti, riflessioni, percorsi evolutivi che alternano un inizio o una fine e che approdano, comunque, nel godimento del lettore.
Ciò che ne risulta è un lavoro originale,meditato, che pur “con le mani lacerate”, si conclude con un “Arcobaleno” fatto di “lamenti” e “piante annegate” che non impediscono di urlare le parole.
Pagine che osservano, tra intimità e desiderio di scrollarsi di dosso tempi non sempre umani, tra una sorta di confessione e un diario di viaggio o di un “giorno che non diventa notte”.
Si intravede un filo conduttore, una storia che si vede e non si vede, a volte impenetrabile e complessa, altre volte lucida e lineare.
Davvero un’ottima prova della Alibrandi, avvezza di solito a scrivere di Storia ma che, dimostra con le sue poesie, una capacità da scrittrice eclettica.

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