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venerdì 11 dicembre 2015

"Cumuli a righe" di Rosamaria Alibrandi (Libri recensiti 2015/15)

"CUMULI A RIGHE"
DI ROSAMARIA ALIBRANDI

EDIZIONI ENSEMBLE
(recensione a cura di Matteo Pugliares)

Un piccolo gioiello questo volume di poesie di Rosamaria Alibrandi, che trasuda una lirica ispirata dall’inizio alla fine. Pagine che ci regalano istanti, riflessioni, percorsi evolutivi che alternano un inizio o una fine e che approdano, comunque, nel godimento del lettore.
Ciò che ne risulta è un lavoro originale,meditato, che pur “con le mani lacerate”, si conclude con un “Arcobaleno” fatto di “lamenti” e “piante annegate” che non impediscono di urlare le parole.
Pagine che osservano, tra intimità e desiderio di scrollarsi di dosso tempi non sempre umani, tra una sorta di confessione e un diario di viaggio o di un “giorno che non diventa notte”.
Si intravede un filo conduttore, una storia che si vede e non si vede, a volte impenetrabile e complessa, altre volte lucida e lineare.
Davvero un’ottima prova della Alibrandi, avvezza di solito a scrivere di Storia ma che, dimostra con le sue poesie, una capacità da scrittrice eclettica.

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venerdì 12 giugno 2015

"Babelfish" di Gino Pitaro (Libri recensiti 2015/9)

"BABELFISH"
DI GINO PITARO
EDIZIONI ENSEMBLE

(recensione a cura di Rosaria Andrisani)


La ricerca di risposte concrete a una vita che spesso non rivela, nell’immediato, una direzione da seguire, fa da sfondo ai sei racconti dell’autore di Vibo Valentia, Gino Pitaro, nel suo libro “Babelfish” (Edizioni Ensemble).
Le storie narrate ritraggono vicende ordinarie o che destano stupore per il loro svolgimento, descrivono personaggi differenti tra loro che affrontano i propri dilemmi esistenziali nel caos dell’inquietudine di una continua ricerca di sé. Ed è proprio questo il filo conduttore che si percorre leggendo le storie di Pitaro, ambientate in luoghi diversi, che rivelano al lettore una profonda e continua volontà di essere, sopperendo all’insoddisfazione e alla monotonia quotidiane.
Dalla Svizzera a Singapore, da Roma alla Spagna, si snoda il racconto delle vicissitudini dei protagonisti, specchio di un viaggio che mostra dettagli di singoli respiri, di sottili e acute percezioni, di sensazioni che si incastrano e si ritrovano in una volontà di scegliere una chiave di lettura di ogni frammento dell'esistenza. E in un continuo scambio di contaminazioni sociali e intellettuali, i protagonisti vivono esperienze importanti, significative, che creano una sorta di nomadismo e inducono a una profonda riflessione sul destino e su ciò che ha cambiato il corso della propria vita.
La scrittura chiara, gradevole, a tratti ironica dello scrittore induce a una lettura scorrevole e a un’immediata comprensione del senso della narrazione, della storia di un cammino emotivo che rivela un essere umano cosmopolita, ma sempre consapevolmente artefice della propria individualità.
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domenica 15 settembre 2013

"Quadro senza tempo" di Fabrizio Santi (Libri segnalati 2013/27)

"QUADRO SENZA TEMPO"
di FABRIZIO SANTI
EDIZIONI ENSEMBLE
Tra le colline senesi circola una leggenda: c’è un quadro, raffigurante un angelo dalla veste purpurea, che nel corso dei secoli appare e scompare in luoghi sempre diversi, portando alla follia coloro che hanno la sventura di ammirarlo. È soltanto una leggenda, certo, ma quando un parroco di campagna sparisce in circostanze misteriose,
Theodor abbandona prudenza e razionalità e si lancia alla ricerca del famigerato dipinto per svelarne una volta per tutte il segreto. Al suo fianco, l’amico Riccardo e la bella e sensuale Irene. Così, tra riti esoterici, enigmi da risolvere e loschi individui pronti a uccidere chiunque ostacoli i loro piani, Theo tenta di afferrare una verità che continua a sfuggirgli e a mutar forma, di modo che quello che sembra essere il termine del percorso si rivela in realtà una svolta inaspettata in un sentiero sempre più tortuoso. Solo l’angelo, forse, potrà mettere la parola “fine” alla smania di conoscenza che egli stesso ha generato.
Fabrizio Santi è nato a Roma dove vive e lavora come professore di lingua e letteratura inglese in un liceo scientifico. Dopo la laurea in Lingue, ha conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Perugia. Ha studiato Logica formale all’Università Sapienza ed è direttore artistico di un’associazione musicale con cui, per circa due decenni, si è esibito in qualità di direttore d’orchestra e direttore di coro.

martedì 20 agosto 2013

"Se domani si vive o si muore" di Giuseppe Truini (Libri segnalati 2013/24)

"SE DOMANI SI VIVE O SI MUORE"
di GIUSEPPE TRUINI
EDIZIONI ENSEMBLE
Cinque ragazzi si trovano in una macchina al centro di piazza del Quirinale: sono pieni di esplosivo e minacciano di far saltare in aria ogni cosa nell’arco di cento metri. Uno di loro, Lino, racconta la propria storia, che si incrocia con quella degli altri quattro. A 29 anni il protagonista è uno studente fuori sede e fuori corso. Il padre, imprenditore, lo obbliga a lasciare Roma e ad andare a Torino per risollevare le sorti dell’azienda di famiglia. Dopo un litigio lascia la sua ragazza, Michela, e prima di partire passa a salutare il fratello, spacciatore con laurea in economia, e la madre, donna tranquilla e rasserenante. Ad accoglierlo a Torino c’è Alberto, suo coetaneo e dipendente del padre. Da lui Lino apprende i rudimenti di un lavoro del quale si è sempre disinteressato. Tra i due nasce un’amicizia che porta il protagonista a conoscere anche i coinquilini di Alberto: Vincenzo, un chimico siciliano precario che lavora in un laboratorio che produce esplosivi, la bellissima Lidia che usa il proprio corpo come un lasciapassare per cercare di ottenere un lavoro altrimenti a lei precluso, e Andrea, superficiale studente fuori corso che per mantenersi fa il dj e il prostituto occasionale. I cinque fanno amicizia e ad emergere ben presto è il senso di insoddisfazione per le proprie vite che, nonostante le capacità e l’abnegazione, non riescono a decollare. Nessuno di loro si sente bene nella propria condizione ma nello stesso tempo nessuno riesce a trovare un’alternativa. Se non ci sono porte, l’unico modo per uscire da una stanza è sfondare un muro.
Lino non riesce ad ottenere i finanziamenti per far ripartire l’azienda di famiglia a causa dell’ottusità del titolare della banca e, la stessa sera, va insieme ai suoi amici in un locale. Lidia incontra un uomo, figlio di un senatore, che dovrebbe finalmente farle ottenere un lavoro. All’apparenza, sembrerebbe una delle solite storie di Lidia, perché i due si appartano nel parcheggio del locale. La ragazza però scopre che l’uomo non ha alcuna intenzione di assumerla, anzi, nell’ambiente lei è considerata come bellissima, disponibile e di lei si è convinti che facilmente si concede per ottenere favori. Lidia capisce che la sua tattica è completamente fallita e perciò, arrabbiata, si nega all’uomo che prova a violentarla. I suoi amici, tra cui Lino, accorrono alle sue grida, intervengono e, dopo averla liberata, la portano in polizia per denunciare l’accaduto. In caserma, quando sentono che si tratta del figlio del senatore, cercano di mettere tutto a tacere.
Giuseppe Truini, classe 1979, è nato in provincia di Frosinone, dove attualmente vive. Di mestiere – ma in maniera precaria – fa l’insegnante. Ha vissuto a Roma e Siena, poi è partito per il Piemonte, senza valigia di cartone ma con una macchina zeppa di coperte e libri. Se domani si vive o si muore è il suo primo romanzo.

sabato 27 luglio 2013

"Starry night" di Federico Leoni (Libri segnalati 2013/16)

"STARRY NIGHT"
di FEDERICO LEONI
EDIZIONI ENSEMBLE
Una festa di compleanno, un accendino rubato e uno sganassone in piena faccia. Inizia così l’amicizia tra Filippo e Sergio, o meglio Zippo e Zagana, diciottenni talmente diversi tra loro da formare un duo inseparabile. Studente modello, timido e schivo il primo, impiccione e testa calda, espulso dai principali istituti privati il secondo. In poco tempo, i due riescono a raggiungere la vetta della popolarità tra gli adolescenti figli di papà della Roma bene, mettendo su un giro d’affari variegato che va dallo spaccio di droga e dvd pornografici alle partite di poker truccate e alle scommesse clandestine, fino allo sfruttamento della prostituzione. È un mondo fatto di feste private, ville e fuoriserie, ma anche di pugili di strada, metallari obesi e meccanici sadici. Ma nella vita di Filippo non c’è solo questo: ci sono Fellini e Peter Pan, i Led Zeppelin e Marcello Mastroianni, Neruda e Paul Auster; c’è la figura di un nonno ingombrante. Ma soprattutto c’è Greta, che in pubblico mostra il suo lato aggressivo mentre l’altro, quello vulnerabile e indifeso, non lo svela a nessuno. Per lei Filippo dovrà decidersi a cambiare vita, ma prima resta una cosa da fare, una mossa azzardata e rischiosa il cui prezzo da pagare si rivelerà fin troppo alto.
Starry night è un romanzo che nasce da un’assenza, proprio come il dipinto di Van Gogh che Filippo e Greta ammirano ad Amsterdam, in cui il soggetto è il vuoto ed è la luce a descrivere il buio. Proprio come la vita, che in fondo non è altro che una storia costruita intorno al vuoto e ciò che conta davvero è come la si racconta.
Federico Leoni ha 34 anni e vive a Roma. Giornalista professionista dal 2001, ha lavorato prima a Radio Dimensione Suono e poi a Sky Tg24, dove ricopre il ruolo di vice caporedattore. Nel 2008 ha pubblicato con UTET John McCain. Tutte le guerre di Maverick, un saggio dedicato alle elezioni presidenziali americane.
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giovedì 27 giugno 2013

"2142" di Alex Cantarelli (Libri recensiti 2013/1)

"2142"
di ALEX CANTARELLI
EDIZIONI ENSEMBLE
(recensione a cura di Sebastiano Tuccitto)


È solito rileggere il passato, sfogliarlo come pagine, per tentare di trovare una soluzione ad un male, ad una questione, la storia è per eccellenza consigliera e maestra; essa, però, è fatta di tempi egualmente importanti anche se diversi per natura: il passato e il presente sono la certezza, il futuro equivale al dubbio, e chi ha così tanto coraggio da affidarsi al dubbio? Il dubbio esige silenzio, ascolto, capacità di comprensione, presenza, richiede qualità a tratti assenti in una realtà che punta solo al controllo totale di tutto.
“2142” non è un viaggio nel futuro ma semplicemente un’analisi del presente visto già come passato dal quale attingere istantaneamente perché non si evolva nel futuro descritto, fatto di insediamenti urbani difficili da immaginare, complessi, di stagioni virtuali, di vite programmate, congelate, trasferite, di sicurezza, tutti elementi certi che, però, vacillano se messi in relazione con l’incertezza che “…è la molla dell’umanità. Se la eliminiamo, eliminiamo l’uomo”.
L’incertezza è “linfa” e viene trattata in questi otto racconti come parte essenziale della vita ma secondo una nuova logica, un nuovo ordine: non più come condizione da abbandonare ma come fine da perseguire. Nell’incertezza c’è l’uomo perché l’uomo è incertezza per sua natura, man mano che si allontana da essa l’uomo perde identità, perde se stesso.
Riprendere il controllo è ancora possibile. Riallacciare la connessione e il dialogo con noi stessi è fattibile, occorre tacere e ascoltarsi “parlare significa annullare. Ascoltare invece, questo si che ci rende una presenza. In fondo il silenzio è l’unico dialogo”.
Essere presenza, seppur incerta, è l’unica certezza.
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venerdì 21 giugno 2013

"Nûr - Eresia e besa" di Gëzim Hajdari (Libri segnalati 2013/6)



"NÛR - ERESIA E BESA"
di GËZIM HAJDARI
EDIZIONI ENSEMBLE
 

"Nûr" è forse l’opera più complessa e di maggiori ambizioni di Gëzim Hajdari, quella che riprende e trasfigura gli elementi principali della poesia hajdariana attraverso una ridistribuzione drammatica dell’io nella varietà dei protagonisti scenici.
Verità ed essere, e loro relative semantizzazioni, fanno da sfondo al discorso poetico di Hajdari, Occorre qui, in via preliminare, abbozzare la posizione di Hajdari su «verità» ed «essere». La verità, nella tradizione metafisica, è stata sempre intesa come il rispecchiamento di un dato, l’adeguazione alla presenzialità dell’essere: da una parte l’essere nella sua già data, già completa presenza, e dall’altra il pensiero che tenta di rispecchiarlo, e che tuttavia, in questo rispecchiamento non aggiunge nulla all’essere. Hajdari raccogliendo suggestioni heideggeriane, nicciane e gadameriane, intende la verità come «evento», come l’aprirsi di orizzonti storici entro cui gli eventi vengono all’essere; e, come tale, essa deve accadere e non è nulla al di fuori o al di sopra di tale accadere.
[da "Poesia e ontologia in Gëzim Hajdari" di Giorgio Linguaglossa]
Gëzim Hajdari è nato nel 1957 in Albania. È uno dei maggiori poeti contemporanei. Si è laureato in Lettere albanesi a Elbasan e in Lettere Moderne a “La Sapienza” di Roma. Nel corso della sua intensa attività di esponente politico e di giornalista d’opposizione, ha denunciato pubblicamente e ripetutamente i crimini, gli abusi e le speculazioni della vecchia nomenclatura comunista di Enver Hoxha e dei recenti regimi mascherati post-comunisti; dal 1992 è esule in Italia. Bilingue, scrive in albanese e in italiano. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia, libri di viaggio e saggi e ha tradotto in albanese e in italiano vari autori.
È vincitore di molti premi letterari ed è presidente del Centro internazionale “Eugenio Montale”.
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