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martedì 10 maggio 2016

"Mi vuoi sposare?" di Elisabetta Belotti (Libri recensiti 2016/3)

"MI VUOI SPOSARE?"
DI ELISABETTA BELOTTI
EDIZIONI CENTOAUTORI
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


Quella di Lisa, protagonista assolutamente contemporanea di questa vicenda è una storia che si legge tutto d’un fiato, sia per l’argomento tutto al femminile, sia per lo stile mai troppo banale in cui visto il tema, sarebbe facile scadere. E invece ne viene fuori una lettura piacevolissima che racconta le disavventure di una giovane wedding planner, che tenta il tutto per tutto dopo la scoperta del tradimento del suo compagno e i conseguenti tentativi di rimettere insieme i cocci della sua vita. E accade che accanto a questo suo percorso di "ricerca” del marito perfetto le si accostino personaggi che condiscono ulteriormente la vicenda di humor e situazioni esilaranti a tratti al limite del grottesco. Una vicenda da cui già dalle prime righe si intuisce il lieto fine, ma anche, complice la buona scrittura, la sensazione ottimistica che non è mai troppo tardi per la famosa seconda occasione, sebbene sia essa stessa ben nascosta dietro l’angolo o ancora meglio al piano di sotto del tuo stesso palazzo.

mercoledì 11 novembre 2015

"Il re del tango" di Carla Menaldo (Libri recensiti 2015/12)

"IL RE DEL TANGO"
DI CARLA MENALDO
GILGAMESH EDIZIONI
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


Protagonista assoluta di questa storia tracciata dalla Menaldo è la musica interpretata da Miro, un musicista virtuoso che con le note fa del tango la colonna sonora della sua vita. La sua è una passione smodata che nasce tra le balere e le sagre d’Emilia, laddove ancora giovanissimo Miro, scopre in soffitta la “fisa” del nonno scomparso.
Da quel momento il suo sarà un continuo ricercare, lungo un percorso verso la maturità artistica che attraverserà fasi alterne che lo vedranno prima spingersi a Parigi dove trova i punti fermi della sua arte e poi a far ritorno in Italia nel vano tentativo di mercificare il proprio talento, in un turbinio di storie con donne di cui l’autrice non dispensa di offrire dettagli carnali e a cui Miro si ispira ogni volta per comporre pezzi nuovi. Una in particolare fra queste, Nina che è anche la voce narrante della prima parte del libro, si rivelerà decisiva per l’approdo alla “perfezione compositiva”. Solo dopo averla lasciata andare e perduta, infatti Miro - di cui si sentono i pensieri nella seconda parte del romanzo - riconosce l’importanza di questa sua musa e grazie al dolore dell’abbandono di essa, riuscirà ad ottenere il tango perfetto, nella stessa amata Parigi, teatro di introspezione, labirinto da cui il suo spirito con difficoltà farà ritorno alla realtà.
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martedì 19 maggio 2015

"Il mercante di zucchero" di Adriana Assini (Libri recensiti 2015/7)

"IL MERCANTE DI ZUCCHERO"
di ADRIANA ASSINI
SCRITTURA & SCRITTURE
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)


In una Palermo di inizio 500 vessata dalle angherie del vicerè ai tempi della dominazione spagnola, ha luogo la vicenda realmente accaduta che la Assini riporta alla luce. Il ceto medio-basso è  stremato dalle tasse e trova un leader in Gian Luca Squarcialupo, un mercante di zucchero e cannamele, che mai avrebbe pensato di imbattersi in tale ruolo dato il suo passato dedito alle gozzoviglie e totalmente distante dalla cosa pubblica. Con lui l'amico fidato, il pisano Cristoforo De Benedetto di ben altra tempra e l'amore per Francesca Campo, una passione mai sopita tra i due nonostante gli eventi della vita li abbiano portati a unirsi in matrimonio con altre persone.
La vicenda è accompagnata da una descrizione non troppo minuziosa di una grande città sempre solare e in pieno movimento e cadenzata dagli incontri spesso infruttosi e ripetitivi tra i membri cospiratori della Loggia dei Pisani, elemento che tra l'altro rallenta in maniera sostanziale il ritmo della narrazione. E come ogni storia di cospirazione che si rispetti, anche qui non tarda a manifestarsi l'anello debole nel sodalizio tra congiurati nella persona di Vincenzo De Benedetto, fratello di Cristoforo, da sempre animato da una malsana ambizione per gli incarichi di prestigio e su cui fa leva la setta dei Beati Paoli per ristabilire una volta per tutte l'ordine del Regno e far sì che Palermo dimentichi in fretta l'odore di sangue di questo tentativo di rivolta, quasi non fosse mai avvenuta.


giovedì 9 aprile 2015

"La vita è molto più" di Marco Righetti (Libri recensiti 2015/4)

"LA VITA E' MOLTO PIU'"
DI MARCO RIGHETTI
LEONE EDITORE
(recensione a cura di Lucia Guglielmini)
Un romanzo introspettivo a tratti decisamente emotivo e dal tono aulico, ma prima di tutto di forte impatto per il tema da cui prendono forma le pagine che dividono la vita dei protagonisti da un “prima” e il “dopo” la nascita di un figlio che presto si rivela essere affetto da autismo e che rimette in discussione le esistenze dei novelli genitori, colpevoli di essere impreparati e perciò totalmente nudi di fronte alla nuova realtà. Crolli emotivi e prese di posizione razionali scandiscono la vita dei due, i quali ad un certo punto per un breve tempo nel romanzo, provando anche a scrollarsi di dosso tale giogo, vi si ritrovano ancora una volta sotto il peso in maniera forse ancora più brutale, ma finalmente con la  consapevolezza inedita del “niente sarà più uguale a prima”. E sullo sfondo di  palazzi, monumenti e vedute di una Roma narratrice affabulante, avviene la presa di coscienza di Jacopo e Veronica adesso pronti a reinventarsi come persone e come genitori e la dimostrazione che anche dalla più atroce delle cadute può nascere la speranza di ricominciare, insieme.

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mercoledì 18 febbraio 2015

"L'undicesima" di Raimondo Raimondi (Libri recensiti 2015/2)

"L'UNDICESIMA"
DI RAIMONDO RAIMONDI
EDIZIONI IL FOGLIO

(recensione a cura di Lucia Guglielmini)
“L’undicesima”, così quante sono le storie che Raimondo Raimondi incastona in questa breve raccolta di racconti dalla venatura noir, è anche il titolo dell’ultima vicenda che l’autore sceglie di illustrare, sullo sfondo che è quasi sempre quello di una Sicilia a tratti dal sapore antico, perduto, in uno snodo di vicende dall’improvviso epilogo amaro, per cui lo smarrimento suscitato impone una riflessione quantomeno necessaria tra un finale e un nuovo inizio di storia che ogni volta è anticipato da citazioni letterarie di noti autori.
È quello che succede quando in “Pietre rosse” il contadino viene pian piano emarginato dalla sua comunità di origine per il suo modo “altro” di osservare la realtà e nella solitudine dei suoi passi, si scontra con la cattiveria gratuita di certi umani che lo privano della vita. O il racconto di un odio inspiegabile all’origine della lotta interrazziale, nei dettagli dell’esplosione del pacco bomba in una sinagoga colma di gente, in “Sabato di penitenza”. In altri racconti è poi il titolo ad anticipare l’ansia del finale come ne “L’allievo di Satana” o in “Killer night”. In tutti l’autore dispensa un’architettura di elementi da cui ricavare un quadro chiaro della psicologia dei protagonisti, in un linguaggio sempre nitido e forbito che si limita a descrivere individui borderline dall’impellente bisogno di manifestare il male dentro di essi annidato, e come quest’ultimo trovi espressione in una moltitudine di casi, come a causa della sofferenza dovuta ad una menomazione, nel caso de “La bambola olandese”; o ancora più di frequente per noia, come spesso riportano i fatti più recenti di cronaca e “Zapping” ne è un esempio. Raimondi non manca poi di cimentarsi anche in storie più simili agli esordi di un romanzo, mai dimentico di quello stile asciutto che lo descrive già nei racconti più brevi. Così avviene che in “Amhid l’etiope” e in “Palak il nano”, quelle pagine così immediate e ricche di dettagli psicologici e paesaggistici, quasi non bastino a riscattare la curiosità del lettore che inevitabilmente si affeziona ai protagonisti da rimanere quasi deluso per quei finali aperti. Per approdare infine a “L’undicesima”, il breve racconto ancora una volta di vite al margine, questa volta della strada, vittime di un metodico piano femminicida attuato da un anonimo impiegato, la cui brutalità descritta senza fronzoli, non lascia spazio ad alcuna forma di pietismo.
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